Film: In nome del Papa Re (1977, Luigi Magni)

Will Durant, filosofo e storico statunitense scomparso nel 1981, sosteneva che una grande civiltà viene conquistata dall’esterno solo quando si è distrutta dall’interno, questo è vero sia per tutti i grandi imperi della storia che per tutti i piccoli staterelli di cui è disseminata la storia del mondo. E in una certa quale misura è stato così anche per lo Stato Pontificio che ha governato il centro dell’ Italia per oltre mille anni sino al 1870. Anche a Roma e nei palazzi del potere papale in pochi erano in grado di capire in tempo i cambiamenti che erano in atto nel mondo esterno, così come era stato qualche decennio prima per i reali di Francia, così come sarebbe stato nel 1923 per Mehmet VI ad Istanbul. Eppure i tempi cambiano e con essi anche le idee e le esigenze delle persone.

Questo film, racconta proprio di questa cecità romana a pochi anni dalla breccia di Porta Pia che porrà fine al dominio temporale dei Papi e porterà il tricolore italiano a sventolare sui tetti di Roma. Si parte con un attentato ai danni delle truppe francesi poste a protezione del Papa da Napoleone III e si prosegue con un processo farsa ai danni dei presunti attentatori. Un magistrale Nino Manfredi fa la parte di un Monsignore inserito nella giuria di tale processo diventandone infine la coscienza critica di fronte alle sorde orecchie dei vertici pontifici incapaci di cogliere l’ essenza del momento storico in atto. Lo stesso Manfredi non ha una ricetta per far sopravvivere lo Stato Pontificio, sa solo che esso è destinato presto o tardi a cadere, anche per le sue stesse incapacità, e vorrebbe solo che gli uomini di fede si ricordassero di essere tali preparandosi con più serenità alla prospettata perdita del potere temporale.

Il film pone anche l’accento sul clima conflittuale esistente all’ interno delle stesse gerarchie pontificie, con la presenza incombente dei Gesuiti contrapposti ad uno schieramento più rinnovatore e modernista (praticamente il contrario di quanto accade oggi). Il processo farsa finirà come da copione con la morte degli imputati, ma da lì a pochi anni Napoleone III terzo dovrà togliere l’appoggio militare al Papa per difendere invano  la Francia nella guerra franco-prussiana del 1870, al che il Regno d’Italia alleato dei Prussiani ne approfitterà per conquistare Roma.

“Il concetto di colpa e di innocenza che c’hanno loro, ormai è diverso dal nostro. Noi crediamo ancora nell’obbedienza, e loro credono nelle bombe. È certo che c’hanno torto, ma mica è detto che per questo c’ avemo ragione noi.” (citazione dal film)

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4 risposte a “Film: In nome del Papa Re (1977, Luigi Magni)

  1. Ciao, ho visto il film alcune volte ed ogni volta, per la verità, trovo degli spunti di interesse. E’ vero, il potere temporale ancorato a dogmi e pensieri seicenteschi è stato, purtroppo, foriero di arretratezza e malcostume. Questo fu evidente, come furono evidente le attività sovversive che in quegli anni erano interessate allo smembramento degli imperi o di alcuni regni storici particolarmente insidiosi per le attività che si andavano sviluppando. Il papato era uno stato che andava eliminato, perché troppo vicino ed alleato del Regno delle Due Sicilie che invece aveva al suo attivo molte cose posiitive, ma anche molte negative che sfotunatamente Ferdinando non riusci portare a termine nonostante gli sforzi e i continui sostegni della moglie maria Teresa d’Austria. L’enorme potere latifondista, contrario alla corona di Ferdinando e la nascente borghesia che aumentava il suo potere furono deleteri per tutte quelle riforme che erano in seno al regno. La forza di questo regno, ancorché sostenuto da una linea di sangue straniero, seppe eccellere in ogni campo ed il sostegno dello stato del Vaticano ebbe importanza vitale per il suo sviluppo, ma non così forte.

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