Nazioni: Namibia

Chi ha un minimo di cognizioni storiche precedenti alla Grande Guerra sa che le nazioni europee controllavano la quasi totalità del territorio africano e ne sfruttavano le risorse e la mano d’opera… sembra che le cose non siano molto cambiate ad oggi, fatta salva la presenza militare un tempo parte integrante del processo di colonizzazione. Tra questi imperi coloniali la Germania era una delle ultime arrivate, così come l’Italia, e si era accaparrata alcuni territori tra cui la cosiddetta Africa Sud-Occidentale.

La regione era abitata dalla popolazione locale dei Boscimani e il primo Europeo a mettervi piede fu un Portoghese di nome Bartolomeo Diaz (del quale magari parleremo in futuro), ma la vera e propria colonizzazione iniziò intorno al 1880 ad opera del Kaiser. Il terreno della colonia era ideale per l’agricoltura e ricco di diamanti e di rame, per questo motivo vi si stabilì un numero considerevole di coloni provenienti sia dalla Germania che dall’Olanda (abbiamo già accennato in diversi articoli all’amicizia tra questi due paesi in quel periodo: https://isoladigiava.wordpress.com/2012/01/31/hello-world/ ). L’occupazione non fu certo incruenta e come in tante altre parti dell’Africa si registrarono rivolte e massacri ai danni della popolazione indigena, in questo caso tra il 1904 e il 1905 si assistette all’eccidio degli Herero  che erano una tribù di allevatori molto numerosa, questi vennero schiavizzati, torturati, sottoposti ad esperimenti medici e nel 1907 si conta che ne fosse rimasto vivo meno del 25%… la questione è ancora fonte di dibattito e scontro diplomatico  tra Germania e Namibia.

Con la Grande Guerra l’intera colonia venne conquistata dalle truppe britanniche in appoggio alle truppe sudafricane, da questo momento iniziò un dominio su quelle terre da parte del Sudafrica che durò indisturbato sino al 1966 quando una guerriglia indipendentista e appoggiata dall’Unione Sovietica cominciò a contrastare il potere degli occupanti sudafricani, spalleggiati dagli Stati Uniti. La guerra di indipendenza della Namibia andò ad inserirsi in un contesto ancora più complesso di guerre africane durante la Guerra Fredda e si risolse solo nel 1990 a favore degli indipendentisti.

Ad oggi la Namibia è un paese ricchissimo di risorse minerarie e con moltissime aree naturali protette, tra l’altro è stato il primo paese a citare apertamente la protezione dell’ambiente naturale nella propria costituzione. La varietà di piante ed animali va di pari passo con la varietà delle etnie presenti nei vari punti del paese dove la maggior parte della popolazione è composta dagli Ovambo (un gruppo di ceppo Bantu) ed esiste ancora un 7% di popolazione di origine Herero, così come un 2% è di origine tedesca. la foto qui accanto mostra proprio un esempio di case coloniali tedesche che ancora oggi si trovano nelle principali città della Namibia e soprattutto nella capitale Windhoek. Nonostante sia considerato una dei paesi più prosperi dell’area la maggior parte della sua popolazione vive sotto la soglia della povertà a causa della pessima distribuzione della ricchezza… si pensi che nella lista di paesi per il PIL è al 134° posto (la Moldavia per esempio è al 145°).

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