Storie brevi: massacro di My Lai

La storia dell’area geografica indocinese è molto complessa e nel ‘900 è stata costellata da un susseguirsi di guerre e tragedie. I Francesi avevano assoggettato l’intera area creando l’Indocina Francese nel 1887.  Durante la Seconda Guerra Mondiale l’intera area era stata posta sotto l’occupazione giapponese che aveva creato uno stato fantoccio avverso ai precedenti colonizzatori, sostanzialmente i Giapponesi avevano acceso la miccia della spinta indipendentista dell’intera area, furono infatti i guerriglieri comunisti di Ho Chi Minh e del generale Giap (scomparso poco meno di un mese fa all’età di 102 anni) gli unici a contrastare la presenza delle truppe nipponiche. Dopo la guerra le colonie dichiararono la loro indipendenza rifiutandosi di tornare sotto la sfera di influenza francese, ne nacque una aspra guerra conclusasi con la sconfitta della Francia nel 1954. La particolare situazione dell’area, il pericolo di dominio da parte di regimi comunisti e una divisione poco intelligente dei territori portarono al successivo intervento nell’area da parte degli Stati Uniti in quella che è diventata universalmente famosa come Guerra del Vietnam (1960 – 1975) .

Durante il conflitto vietnamita l’aspetto predominante era l’impossibilità di un esercito convenzionale a dare battaglia ai guerriglieri comunisti in campo aperto, questi infatti usavano tattiche di “mordi e fuggi” e la loro conoscenza del territorio li rendeva sin troppo pericolosi e sfuggenti. I famigerati Viet Cong si infiltravano ovunque nei villaggi e nelle città del Vietnam del Sud (lo stato protetto dagli Stati Uniti) ed era quasi impossibile individuarli per tempo. I comandanti americani decisero quindi di condurre una guerra in maniera atipica. La prima cosa che fecero fu di provare ad evacuare i villaggi di campagna per raggrupparli in villaggi-fortezza appositamente costruiti e controllati militarmente da truppe americane e sudvietnamite, questo genere di operazione è al centro del film “Berretti Verdi” del 1968 con John Wayne. In secondo luogo si decise di condurre un pattugliamento mobile del territorio, senza creare un sistema di presidio stabile e duraturo: ci si spostava dove il nemico era segnalato, lo si attaccava, lo si distruggeva e poi si tornava alla base lasciando il territorio di nuovo alla mercé di potenziali nemici (una tattica giudicata meno costosa di quella convenzionale e della cui efficacia si discute ancora oggi). Queste operazioni erano le famose  “search and destroy” (visibile in film come “Platoon”, “Il Cacciatore” e “Forrest Gump”).

Il problema di “search and destroy” era che molto spesso i Viet Cong si rifugiavano ed erano appoggiati dai villaggi di contadini, era difficile capire chi fosse un nemico e chi no e le imboscate erano all’ordine del giorno.

All’alba del 16 Marzo del 1968 alcuni elicotteri stanno sorvolando alcuni villaggi vietnamiti dove è stata segnalata attività de guerriglieri, effettivamente vengono sparati diversi colpi in direzione degli elicotteri di ricognizione e quindi si decide di fare intervenire la fanteria per ripulire la zona dai Viet Cong. Le truppe vengono trasportate dagli elicotteri e lasciate nei pressi dei villaggi alle 7.30. Quasi tre ore dopo un elicottero americano di ricognizione passa sull’area per controllare lo svolgimento dell’operazione e l’equipaggio nota subito che qualcosa non va (come testimonieranno le registrazioni delle comunicazioni radio verso la base): ci sono troppi civili morti e in posizioni troppo strane, sembra che siano stati fucilati piuttosto che siano morti in combattimento, dall’alto è anche possibile distinguere almeno due fosse comuni, qualcosa non torna. L’elicottero comincia quindi a girare sempre più basso sopra l’area per capire meglio la situazione. Non ci vuole molto perchè i tre uomini dell’equipaggio vedano quello che sta realmente accadendo: esecuzioni sommarie, stupri, omicidi di bambini e neonati, non si salva nessuno, neppure gli animali (Oliver Stone nel suo film “Platoon” mostrerà una situazione molto simile). A quel punto l’elicottero prova ad intervenire frapponendosi tra i civili rimasti vivi e le truppe di fanteria, minacciando di aprire il fuoco contro i soldati se quello scempio fosse continuato. Alle 11.30 l’elicottero ed il suo equipaggio rientrarono alla base dove fecero immediatamente rapporto su quanto avvenuto nella zona di My Lai.

L’atteggiamento delle autorità militari fu molto subdolo. Si cercò in tutti i modi di evitare fughe di notizie nel tentativo di oscurare l’intera storia, in un primo momento le truppe colpevoli della strage vennero addirittura elogiate per il grande successo ottenuto nel contrastare il nemico durante quell’operazione. Una commissione interna intanto cercava di scoprire chi fossero i reali responsabili dell’eccidio in attesa di decidere il da farsi. La verità però cominciò a venire a galla: mesi dopo il massacro iniziarono a circolare lettere di alcuni soldati di fanteria che accusavano le proprie unità di brutalità nei confronti della popolazione vietnamita, le lettere erano estremamente dettagliate e non lasciavano scampo all’immaginazione. L’esercito cominciò un’opera di imboscamento e di “white-washing” delle notizie, nulla doveva arrivare alla stampa. Tra i responsabili di questa operazione di imboscamento c’era anche un giovane Colin Powell, futuro Segretario di Stato sotto l’amministrazione Bush Jr. tanto per gradire.

La storia venne scoperta da un giornalista solo nel novembre del 1969 e racimolando dal materiale fotografico pubblicò un articolo. In contemporanea un soldato aveva mandato una lettera in cui parlava del massacro direttamente al suo rappresentante al Congresso degli Stati Uniti, dando via al polverone istituzionale.

In realtà non successe nulla di eclatante. La Corte Marziale si pronunciò contro gli ufficiali responsabili della strage, ma di fatto questi vennero graziati dopo qualche anno di arresto ai domiciliari. Pene estremamente miti (se non inesistenti) vennero date ai militari responsabili di aver insabbiato il caso. Si pensi che il maggior responsabile della strage oggi è un uomo libero che fa il gioielliere in Georgia…

Il 16 Marzo 1968 vennero uccisi 347 civili vietnamiti, dei quali forse 2 o 3 erano Viet Cong, gli altri erano innocenti alcuni dei quali neppure in grado di combattere in quanto bambini e neonati.

Non hanno ricevuto giustizia.

BloodyImperialistFlag

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