Eravamo nel giorno: 21 Gennaio 1793

Immaginate una piazza gremita di persone urlanti. Immaginate una piazza davvero grande, se siete mai passati per Parigi forse avrete visto Place de la Concorde e ne avrete apprezzato la grandezza degli spazi oltre che la bellezza. Siamo nel 1793 e questa piazza è diventata un luogo simbolo della rivoluzione francese, vi si eseguono infatti le condanne a morte a mezzo ghigliottina. La rivoluzione francese si è trasformata in un bagno di sangue e sembra non bastare mai all’esagitato popolo parigino, bisogna abbattere i nemici della rivoluzione ovunque essi siano e la caccia al controrivoluzionario  è serrata, ma non si è ancora arrivati al regime del “terrore” che inizierà nel Luglio dello stesso anno.

Il 21 Gennaio 1793 sale sul patibolo un uomo non comune. Non è il solito nobile monarchico inviso al popolo o l’ennesimo reazionario, no, questa volta si tratta di un pesce grosso, del pesce più grosso di tutti: Sua Maestà di Francia Re Luigi XVI. Il re è stato processato e condannato a morte per tradimento nei confronti della rivoluzione, il re ha cospirato con i nobili monarchici ed i nemici stranieri per riprendere il controllo della nazione. Il re è chiaramente colpevole, lo sa bene lui e lo sanno benissimo i suoi accusatori, non c’è modo di evitare la pena di morte, anche se le forze politiche più moderate vorrebbero evitare di compiere un atto che potrebbe rivelarsi controproducente per la causa rivoluzionaria: l’uccisione del re causerebbe l’intervento armato straniero e questo lo sanno tutti.

Ma il re viene condannato lo stesso.

Con grande dignità sale al patibolo e negli ultimi istanti trova anche il coraggio di rivolgersi al popolo accorso per gioire della sua morte. Non ha parole di rabbia o di vendetta, di fatto si augura che tutto questo non abbia a ricadere sulle spalle della Francia. Detto questo il re viene preparato ed infine la condanna è eseguita. Il popolo festeggia, balla e canta come ad una festa paesana, sono tutti euforici come se finalmente fosse finito un incubo… ma in realtà l’incubo deve ancora cominciare. A breve le potenze straniere scateneranno la guerra contro la Francia, nei territori della Vandea inizierà la rivolta della fazione monarchica (qui la rivoluzione si manifesterà in tutta la sua cieca violenza sterminatrice) e presto si apriranno le porte al regime del “terrore”.

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