Progetto WW1: 23 Luglio 1914

Come abbiamo visto negli articoli precedenti l’Impero Austro-ungarico si stava preparando a dare una severa risposta alla Serbia in merito all’attentato di Sarajevo con il consenso dell’alleato tedesco. Molto interessati alla situazione balcanica erano anche gli Inglesi, i Francesi ed i Russi… tutte queste grandi potenze osservavano lo sviluppo degli eventi con grande ottimismo dal momento che l’Austria non aveva ancora prodotto nessun ultimatum nei confronti della Serbia. Era un ottimismo mal riposto e che si fondava sulla scarsa conoscenza che questi paesi avevano delle dinamiche interne del vecchio impero viennese. C’era del ritardo nella risposta austriaca e questo dipendeva da molti fattori. In breve il governo austriaco calmò il dubbioso István Tisza, ma i generali austriaci non si dissero pronti ad un intervento armato prima del 25 Luglio. I Tedeschi dal canto loro erano pronti all’azione e aspettavano placidamente che tutto si determinasse, ma per calmare le acque internazionali avevano inviato comunicazioni a Londra, Parigi e Mosca nelle quali invitavano a considerare le diatribe tra Serbia ed Austria come un fattore locale e non globale… si provava a scongiurare una guerra mondiale.

Le giornate tra il 19 ed il 23 di Luglio furono molto concitate per le diplomazie dell’epoca. I Francesi incontrarono i Russi il 21 Luglio per stabilire una linea comune da seguire nei confronti dell’Austria, nel mentre il governo a Vienna preparava l’ultimatum per il governo di Belgrado. A Londra Lloyd George si dichiarava ottimista circa la situazione balcanica e sui rapporti con Berlino. Non sapeva che Francesco Giuseppe la sera del 21 aveva dato il suo assenso alle condizioni dell’ultimatum… la macchina era già in moto.

Fu così che in quel pomeriggio del 23 Luglio 1914 a Belgrado l’ambasciatore austriaco consegno l’ultimatum al governo Serbo. La risposta doveva arrivare entro e non oltre le ore 18 del 25 Luglio.

Le richieste dell’Austria alla Serbia erano molteplici.

  1. Sopprimere qualsiasi pubblicazione che inciti all’odio e al disprezzo nei confronti della monarchia austro-ungarica.
  2. Sciogliere immediatamente la società denominata Narodna Odbrana (La Difesa del Popolo, un gruppo nazionalista anti-austriaco) e confiscarne tutti i mezzi di propaganda, nonché a procedere in ugual modo contro altre società e loro branche in Serbia coinvolte in attività di propaganda contro la monarchia austro-ungarica.
  3. Eliminare senza ulteriore indugio dalla pubblica istruzione del proprio paese qualunque cosa induca o potrebbe indurre a fomentare la propaganda contro l’Austria-Ungheria.
  4. Espellere dall’apparato militare e dalla pubblica amministrazione tutti gli ufficiali e i funzionari colpevoli di propaganda contro la monarchia austro-ungarica i cui nomi e le cui azioni il governo austro-ungarico si riserva il diritto di comunicare al Regio governo serbo.
  5. Accettare la collaborazione in Serbia di rappresentanti del governo austro-ungarico per la soppressione del movimento sovversivo diretto contro l’integrità territoriale della monarchia viennese.
  6. Adottare misure giudiziarie contro i complici del complotto del 28 giugno che si trovano sul territorio serbo; delegati del governo austro-ungarico prenderanno parte all’indagine a ciò attinente.
  7. Provvedere con la massima urgenza all’arresto del maggiore Vojislav Tankosić e di un funzionario serbo a nome Milan Ciganović, che i risultati delle indagini dimostrano coinvolti nella cospirazione.
  8. Prevenire con misure efficaci la cooperazione delle autorità serbe al traffico illecito di armi ed esplosivi oltre frontiera, a licenziare e punire severamente i funzionari dell’ufficio doganale di Šabac e Loznica, rei di avere assistito i preparatori del crimine di Sarajevo agevolandone il passaggio oltre frontiera.
  9. Fornire all’Imperial regio governo viennese spiegazioni in merito alle ingiustificate espressioni di alti ufficiali serbi i quali non hanno esitato sin dal crimine del 28 giugno a esprimersi pubblicamente in termini ostili nei confronti del governo austro-ungarico.
  10. Infine notificare senza indugio all’Imperial regio governo l’adozione delle misure previste nei precedenti punti.

Come avrebbe reagito il mondo a quell’ultimatum? E che risposta avrebbe dato il governo di Belgrado a queste richieste?

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3 risposte a “Progetto WW1: 23 Luglio 1914

  1. Va bene, nel 1914 c’è l’attentato di Sarajevo.
    Ma tra il 1894 e il 1914 sei capi di stato furono assassinati.
    Il presidente francese Carnot nel 1894, il primo ministro spagnolo Cànovas nel 1897, l’imperatrice Elisabetta d’Austria nel 1898, il re Umberto di Savoia nel 1900, il presidente americano McKinley nel 1901, e un altro primo ministro spagnolo, Canalejas nel 1912.
    Prima, nel 1881 ammazzarono lo zar Alessandro II.
    Più gli attentati falliti, nel 1878 furono due a Guglielmo I di Germania, uno al re di Spagna ed uno al re d’Italia.
    Erano tempi di anarchia, e c’era ” l’Idea “.

    Come mai proprio il 1914? assassinato l’arciduca erede al trono asburgico, si è scatenato tutto?
    🙂

  2. Pingback: Progetto WW1: 28 Luglio 1914 | Isola di Giava

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