Progetto WW1: l’inizio della reazione a catena

Dopo la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria contro la Serbia la prima nazione a reagire fu la Russia zarista. Nicola II decise di mobilitare l’esercito nelle regioni confinanti con l’impero viennese (29 Luglio 1914) senza però dichiarare ufficialmente guerra. Una mossa come questa avrebbe quasi certamente comportato la mobilitazione della Germania in difesa dell’alleato… e a Berlino alcuni funzionari del governo cominciarono ad intuire la pericolosità della situazione che si stava generando, ma sembrava impossibile arrestare la macchina bellica che già si era messa in moto. Del resto il 29 luglio l’Austria aveva già iniziato a cannoneggiare Belgrado con l’artiglieria.

La risposta tedesca fu la dichiarazione di “stato di pericolo di guerra”… che non era proprio una mobilitazione generale, ma quasi. La Russi di tutta risposta dichiarò la mobilitazione generale di tutto il paese, su grande spinta dei militari, mentre lo Zar era titubante. A questo punto la Germania iniziò a pensare sia a mobilitare completamente il proprio esercito sia a inviare ingenti somme all’alleato italiano per farlo entrare in guerra (cosa che poi non accadde).

I Tedeschi sapevano benissimo che la Russia era alleata della Francia ed una guerra contro lo Zar avrebbe comportato inevitabilmente una guerra anche contro Parigi: una guerra su due fronti poteva essere molto pericolosa. Bisognava rendere inoffensiva la Francia o con la diplomazia o con l’arte militare (invadendola sia dai confini diretti sia attraverso il neutrale Belgio, stringendola con una rapida manovra a tenaglia). In questo clima di fermento il 31 Luglio la Germania inviò due ultimatum. Il primo era diretto alla Russia e accusava il governo dello Zar di aver mobilitato l’esercito con l’idea di attaccare la Germania, si chiedeva quindi di interrompere la mobilitazione entro 12 ore, pena la guerra. Il secondo ultimatum era diretto alla Francia e riguardava la sua eventuale neutralità in uno scontro tra Russi e Tedeschi: i Francesi però fecero orecchie da mercante dichiarando addirittura di non aver notizia della mobilitazione generale russa. Nel frattempo l’Austria sentendosi in pericolo dichiarò la mobilitazione generale.

Il risultato fu evidente il 1 Agosto: sia la Francia che la Germania dichiararono la mobilitazione generale. Era il disastro della diplomazia. Quello stesso giorno verso sera l’ambasciatore tedesco a San Pietroburgo consegno (in lacrime) la dichiarazione di guerra al ministro degli esteri russo Sazonov.

Mentre la Germania muoveva i primi passi occupando militarmente il Lussemburgo il 2 Agosto e contestualmente inviando un ultimatum al Belgio chiedendo di concedere alle proprie truppe di passare attraverso i suoi territori, gli Inglesi non restavano a guardare. E neppure i Turchi. Gli Inglesi rassicurarono i Francesi su un loro sicuro intervento in chiave anti-tedesca in caso di conflitto e dichiararono la mobilitazione generale della loro imponente flotta. I Turchi invece strinsero una solida alleanza segreta con gli Imperi Centrali.

Il 3 Agosto la Germania dichiarò guerra alla Francia e il Belgio rigettò l’ultimatum di Berlino preparandosi quindi allo scontro con le truppe del Kaiser. Nel frattempo l’Italia dichiarò la sua neutralità violando così parte dei patti stretti in precedenza con la Germania e con l’Austria.

Soldati tedeschi nei primi giorni di mobilitazione

Soldati tedeschi nei primi giorni di mobilitazione

 

 

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