Progetto WW1: l’angolo del modellismo – puntata 5

Siamo giunti al quinto appuntamento con Matteo Fontana e l’angolo del modellismo.

Oggi ci occupiamo del carro armato inglese MARK IV.

Mark IV

La necessità di disporre di un forte numero di carri portò a una grossa ordinazione di un modello che incorporasse tutti i possibili miglioramenti rispetto alle tre versioni precedenti. Denominato appunto Mark IV, il nuovo mezzo presentava le seguenti innovazioni: 1) un serbatoio di benzina blindato e collocato tra le « corna» posteriori; esso funzionava con pompa di alimentazione e non più a gravità; 2) gondole più piccole, rientranti per il trasporto e dotate di cannoni più corti (soluzione sperimentata col Mark III per gli inconvenienti verificatisi nei movimenti a causa della loro eccessiva sporgenza); 3) migliore abitabilità e strumentazione più completa; 4) silenziatore con lungo tubo di scarico e cassetta superiore scoperta per dotazioni.

Per quanto riguarda l’armamento dei carri « femmina» e « maschi », in fatto di mitragliatrici fu scelto il tipo Lewis cal. 7,7, il mitragliatore della fanteria britannica, raffreddato ad aria.

Dal punto di vista concettuale, il Mark IV non differiva, peraltro, dai tipi precedenti. In particolare la trasmissione era sempre la stessa: un cambio a due velocità con un differenziale che portava a due alberi trasversali. Questi erano collegati, all’interno delle cosiddette « corna» posteriori, alle ruote motrici per mezzo di catena e gruppo di riduzione. I cambi di direzione restavano sempre piuttosto complessi: si effettuavano bloccando un cingo lo oppure passando in folle da un lato ed ingranando dall’altro la prima o la seconda marcia; si innestava poi la frizione e il carro finalmente prendeva la direzione richiesta: quattro carristi erano impegnati in questa operazione, attenti ai segnali trasmessi dall’indicatore interno. Naturalmente, dopo la sterzata, occorreva nuovamente cambiare la marcia. Migliorate erano invece le installazioni delle armi automatiche, in supporti a sfera. Vi era poi una grossa innovazione: il trave di disincagliamento. Si trattava di un trave di legno ricoperto in lamiera, sostenuto da apposite rotaie superiormente allo scafo. Una volta fissato ai cingoli con catene, il differenziale veniva bloccato ed il trave stesso fatto scorrere sulle rotaie e portato sotto il carro per farlo uscire dalla buca. Sebbene fosse un espediente un po’ macchinoso, il ritrovato si dimostrò efficace e rimase in uso su tutti i carri pesanti inglesi finché questi non raggiunsero una notevole lunghezza.

Mark 4

Il Mark IV era stato progettato nel febbraio 1917 in vista di una produzione in grande serie. Occorre ricordare che il gen. Haig aveva richiesto sin dal 10 ottobre dell’anno precedente che venissero ordinati un migliaio di carri, per vedersene concedere soltanto 100. In seguito gli ostacoli furono rimossi e poterono essere messi in cantiere 1015 Mark IV, costruiti in ragione di 2 « maschi» ogni 3 « femmine ». Se ne ebbero poi altri 205 prodotti in versione « rifornitore », ossia sprovvisti di armamento. Le case costruttrici furono le stesse dei veicoli precedenti. I primi carri di questa nuova serie furono consegnati nell’aprile del 1917. Numericamente il carro più importante della Prima Guerra Mondiale, il Mark IV, entrò in linea nell’estate di quell’anno, partecipando alle battaglie di Messines, Ypres (terza battaglia) e particolarmente a quella di Cambrai, cui è legata la sua fama.

E’da rilevare che fu anche il carro più importante nell’esercito germanico che catturò e modificò i veicoli rimasti sul campo di battaglia di Cambrai, per poi riunirli in reparti organici (4 compagnie dal dicembre 1917), facendone poi largo uso.

IMG_1633Dati Tecnici

Equipaggio: 8 uomini (capocarro, pilota, 2 meccanici e 4 mitraglieri)

Peso equipaggiato: 28 t

Dimensioni:   lunghezza max 8,05; larghezza max 4,11 m; altezza max 2,49 m; altezza minima del fondo scafo da terra 0,42 m.

Armamento: 6 mitragliatrici Lewis calibro 7,7 mm con 12.972 cartucce (F), 2 cannoni. da 57 mm (con 204 granate), 4 mitragliatrici Lewis calibro 7,7 mm (con 5640 cartucce) (M).

Autonomia: 56 km

Gli altri dati erano simili a quelli indicati per il Mark I. Per gli ultimi esemplari prodotti la potenza del motore era salita a 125 HP.

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