Progetto WW1: l’angolo del modellismo – puntata 9

Torna l’appuntamento con l’amico Matteo Fontana per l’angolo del modellismo.

Oggi esaminiamo la nave da guerra tedesca SMS KÖNIG.

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Tutte completate nel 1914, le unità della classe “König” rappresentarono il punto d’arrivo di quella linea di monocalibre germaniche iniziatasi nel 1910 con le “Nassau”. Nelle classi” Nassau” e “Helgoland”, l’armamento principale aveva una sistemazione “esagonale”, vale a dire con due impianti estremi (uno a prora e uno a poppa) e quattro a mezza nave (due per lato). Questa distribuzione implicava però la limitazione, per il tiro al traverso, di disporre di non più di 8 pezzi; in realtà si trattava d’una soluzione mutuata integralmente dalle policalibre e che, similmente alle unità germaniche, venne applicata soltanto sulle dreadnoughts nipponiche del tipo “Settsu” . Nella successiva classe “Kaiser”, la sistemazione dell’artiglieria principale ebbe un miglioramento: due torrette poppiere, una delle quali sopraelevata, una prodiera e due centrali “en echelon” (una su ambo i lati). Con questa disposizione, le “Kaiser” disponevano d’una bordata di 10 pezzi, quantunque con un settore di tiro limitato per le torri centrali. Sulle” Konig”, il posizionamento dei cannoni da 305 mm ebbe un ulteriore perfezionamento, in quanto la disposizione assiale dei cinque impianti di grosso calibro consentiva il tiro al traverso di tutti i pezzi .

Scafo e sovrastrutture – Le “Konig” avevano prua a sperone e poppa arrotondata a incrociatore; lo scafo aveva un leggero cavallino, un poco più sensibile alle estremità prodiera e poppiera, mentre il castello era piuttosto lungo. In relazione alla loro lunghezza, le “Konig” erano abbastanza larghe e questo assicurava stabilità di piattaforma oltre che una migliore ripartizione della protezione. Le sovrastrutture consistevano principalmente in due gruppi di tughe, plance e torri di comando sormontate ognuna da un grosso e alto fumaiolo. Gli alberi erano’ tubolari e quello anteriore era sormontato da un posto di osservazione e direzione del tiro. I timoni erano a poppavia delle tre eliche, lavorando nella loro corrente di scia.

Apparato motore – L’apparato motore delle” Konig”, pur articolandosi su tre gruppi di turbine ad accoppiamento diretto alimentate da 15 caldaie (12 a carbone, con bruciatori supplementari a nafta, e 3 interamente a nafta), differiva tra le varie unità. La Kanig e la Kronprinz imbarcavano turbine Brown-Boveri-Parsons, mentre la Grosser Kutiiust e la Markgraf erano rispettivamente dotate di turbine AEG-Vulcan e Bergmann. La potenza di progetto era stata calcolata in 31 000 HP con una corrispondente velocità di 21 nodi, ma in realtà le “Konig”, durante le prove delle 6 ore a tutta forza, svilupparono potenze oscillanti tra i 41 400 HP della Markgraf ed i 46 200 della Kronprinz, valori che permisero in seguito di raggiungere un valore operativo medio di 20,5 nodi. Sempre a proposito di apparato motore, giova evidenziare che i piani originali prevedevano per tutte e quattro le navi soltanto 10 caldaie, mentre per la Grosser KurfUrst e la Markgraf era stato previsto un apparato motore “misto”, ovvero. composto da due turbine e da un motore diesel. Quest’ultimo a 6 cilindri e 2 tempi, agendo sull’asse centrale, avrebbe dovuto sviluppare una potenza di 12 000 HP consentendo così una velocità di crociera di 12 nodi. Questo tipo di diesel, tuttavia, rimase allo stadio di progetto.

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Protezione – Lo schema di protezione delle “Konig” ricalcava quello delle precedenti” Kaiser”. La protezione verticale era assicurata da una cintura pressoché completa (a eccezione dell’estrema poppa) che, a centro nave, raggiungeva uno spessore massimo di 350 mm, e che diminuiva nei settori poppiero e prodiero rispettivamente a 180 e 120 mm. A centro nave, la cintura corazzata si estendeva, al di- sotto del galleggiamento, per circa 1,70 m, che si rastremavano poi a 0,18 m nelle zone estreme; sopra il galleggiamento, la cintura corazzata aveva un’altezza di 1,80 m sino a raggiungere il ponte principale. AI disopra della cintura era sistemata la batteria dotata di una blindatura spessa 170 mm. In mezzeria alla nave, il ponte corazzato aveva rispettivamente uno spessore di 60 e 100 mm nella parte centrale e in quelle laterali inclinate. Il ponte di castello aveva una blindatura massima di 30 mm in corrispondenza dell’apparato motore, mentre il ridotto corazzato era delimitato da paratie corazzate trasversali dello spessore massimo di 200 mm. La protezione contro le esplosioni subacquee era assicurata, su ambo i lati, da una paratia corazzata longitudinale avente uno spessore massimo di 40 mm e che si estendeva tra i due impianti estremi di grosso calibro. Le torri da 305 mm avevano uno spessore frontale di 305 mm, mentre lateralmente e posteriormente la blindatura raggiungeva rispettivamente i valori di 254 e 292 mm; il cielo delle torri, invece, era protetto da 110 mm nella parte anteriore inclinata e da 80 mm in quella superiore piana. Le barbette, risalendo dal basso all’alto, avevano uno spessore compreso tra i 220 e i 305 mm. I due torrioni di comando prodiero e poppiero avevano entrambi uno spessore di 250-350 mm nella parte anteriore e di 180-350 mm in quella posteriore.

Armamento – L’armamento principale delle” Konig” consisteva in 10 pezzi da 305/50 mm ripartiti in cinque impianti binati sistemati sull’asse longitudinale: quattro estremi, di cui due sopraelevati, e uno centrale. Per quanto riguarda la direzione del tiro, questi impianti erano serviti da 7 telemetri stereoscopici Zeiss, sistemati sui due torrioni di comando e su ciascuna torre da 305 mm. Dopo il rimodernamento del 1916, le “Konig” montarono un grosso albero militare che ebbe anch’esso, sulla sua sommità, un telemetro. Questa nuova sistemazione, accoppiata al sistema germanico di direzione del tiro, che eliminava la necessità per i cannonieri di inquadrare il bersaglio nel proprio visore, rappresentò un notevole vantaggio ai fini della precisione del tiro. Ciascun: torretta e ciascuna casamatta potevano quindi disporre di un proprio indicatore che consentiva di aprire il fuoco in modo individuale dunque anche prescindendo da una direzione di tiro centralizzata, L’armamento secondario, disposto a batteria si componeva di 14 pezzi da 150/45 mm in grado di scagliare un proietto di 46 kg a Uni distanza di 13 500 m (nel 1915, questa gittata venne aumentata a 16 800 m); la cadenza di tiro per ciascuno era di 7 colpi al minuto. All’entrata in servizio, l’armamento antisilurante antiaereo si componeva di 8 pezzi da 88mm (6 antisiluranti e 2 antiaerei): i primi, di 88/35 mm vennero eliminati ne11915, mentre i secondi vennero portati a 4 nel 1916/191 7. Cinque tubi lanciasiluri subacquei da 550 mm(tre prodieri e due poppieri) con una dotazione di 10 armi ciascuno, oltre quella nel tube stesso, completavano l’armamento di queste corazzate.

IMG_1634Attività – Completate nel periodo luglio-novembre1914, le unità della classe “Konig” vennero raggruppate nella 3′ Divisione Navi da Battaglia. Parteciparono tutte alla battaglia dello Jutland, nel corso della quale la Grosser Kuttiirst, la Konig e la Markgraf vennero rispettivamente colpite otto, dieci e cinque volte. Il 5 novembre 1916, al largo di Horns Reef, la Grosser Kuttiirst e la Kronprinz vennero silurate dal sommergibile britannico J1 , ma i danni per ambedue le unità, a ulteriore riprova della solidità della loro costruzione, vennero riparati in breve tempo. Sempre queste due navi, 5 marzo 1917 vennero a collisione tra di loro e la Kronprinz venne obbligata a due mesi di riparazioni. Nell’ottobre 1917, la Grosser Kuttiirst e la Konig operarono nel Baltico contro la flotta russa; operazioni nel corso delle quali la Grosser Kuttiirst rimase danneggiata per l’urto contro una mina. L’armistizio, firmato 1’11 novembre 1918 tra la Germania e il Regno Unito, implicò anche per le “Konig”, come per le altre unità della Hochseeflotte, l’internamento nella base della Royal Navy di Scapa Flow dove, il 21 giugno 1919, le belle navi volute da Tirpitz chiudevano la loro esistenza con l’autoaffondamento. La Markgraf, la Grosser Kutiiust e la Kronprinz Wi/he/m (il nuovo nominativo che, per ordine del Kaiser, il 27 gennaio 1918 la Kronprinz aveva assunto) vennero riportate a galla nel 1936-1938 e successivamente demolite a Rosyth; il relitto della Konig venne invece tagliato dalla fiamma ossidrica nel 1962.

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