Riflessioni: l’arte ai tempi della Cina

Benvenuti nel nuovo mondo globalizzato, questo avrebbero dovuto scrivere all’ingresso dei vari padiglioni della Biennale di Venezia di quest’anno. Girando per la città ci si imbatte nei padiglioni nazionali, dove mi sarei aspettato di vedere all’opera gli artisti più rappresentativi di ogni singola nazione (se no perchè dividerli in base agli stati?). Il mio ragionamento era il seguente: se entro nel padiglione della Germania mi aspetto di vedere le opere di autori tedeschi, o quanto meno di autori nati in Germania… al limite poteva andare bene. Ma no! Tutto stravolto. La cosa più tedesca del padiglione germanico erano gli sponsor. Ma come? E girando di padiglione in padiglione mi sono reso conto di alcune cose.

Che senso ha dividere i padiglioni per nazione se poi al loro interno c’è un mix di nazioni differenti? A quanto pare il mondo è in evoluzione (o involuzione), le cose cambiano, la gente gira (o viene costretta a girare), le culture si mischiano e si vanno cancellando progressivamente i tratti identitari di ogni popolo. Quindi che cosa mi rimane di un padiglione nazionale? Cosa mi rappresenta? Il nuovo che avanza? La cultura globalizzata?

La cosa che appare più evidente è che servono gli sponsor giusti per partecipare. Quindi tutto si riconduce sempre al vile denaro. Dove sta l’arte? Il mecenatismo del 2000 puzza un pò troppo di corsa al profitto, non ha quel tocco romantico ed eccentrico che poteva avere sino ai primi anni del ‘900. Dimenticate quello che sapete sull’arte. Sponsor… chi mai avrà i migliori sponsor al giorno d’oggi? I Cinesi senza ombra di dubbio. Cinesi ovunque, in tantissimi padiglioni erano presenti artisti con gli occhi a mandorla pronti a far rotolare in occidente la loro capacità creativa. La biennale cinese avrebbero dovuta chiamarla. Alcuni resistono. Il padiglione della Russia per esempio era una fiera trincea di santa-madre-russia senza se e senza ma. Un popolo fiero di se stesso e poco disposto a rinunciare alla propria identità culturale.

L’arte ai tempi della Cina è un’arte del nuovo mondo. Al centro c’è l’individuo, eretto a grande protagonista smarrito della modernità. L’uomo è diventato un singolo, diviso in categorie sociali sempre più fitte, distinto in una serie di minoranze sempre più minorate, auto referenziate e nevrotiche. L’uomo è solo. Ancora una volta crede di essere al centro dell’universo e si intestardisce a riproporre la propria immagine come una scimmietta davanti ad uno specchio, si guarda e si compiace di quello che vede, ma nel suo dialogare con se stesso in realtà si riscopre solitario… e vuoto di contenuti.

Arte concettuale.

L’apoteosi dell’inutilità da Warhol in poi. Ogni singola boiata può diventare arte, ogni sputo su un muro può racchiudere un concetto. Cosa avrà voluto dire l’artista? L’artista… ecco la vera inflazione del 2000, l’inflazione degli artisti. Ogni tre passi ci si inciampa in novelli artisti, grandi scrittori in erba, futuri fotografi da operetta e musicisti sperimentali da Barcellona-Berlino. L’apoteosi del trionfo del nulla in classico stile Yoko Ono. Ribrezzo.

Pessimismo e fastidio.

E poi capisci che in fondo quello che conta è il denaro e il parere di qualche critico che campa di vane parole. Si può vivere mangiando aria? A quanto pare si… niente di più concettuale.

Ed è a questo punto che mi torna alla mente il buon Mao Tse Tung: “Nel mondo attuale ogni cultura, ogni letteratura, ogni arte appartengono a una classe ben determinata e sono quindi vincolate a una determinata politica. L’arte per l’arte, l’arte al di sopra delle classi, l’arte al di fuori della politica e indipendente da essa in realtà non esiste.”

Temo che i Cinesi abbiano capito come soggiogare sin troppo bene le eccelse menti occidentali, pronte ad abboccare ad ogni schizzetto artistico post-scuola-materna… mala tempora currunt.

Riflessioni: Afghanistan 3.11

“SOLITI LIBERATORI”:  1.916 morti

“GALOPPINI DEI LIBERATORI”: 1.033 morti (di cui 50 Italiani)

“CONTRACTORS”: 1.131 morti

“PARTIGIANI”: 200 morti

“COLLABORAZIONISTI”: 10.086 morti

TOTALE: 14.366 morti

“CATTIVONI”: cifre non riscontrabili con precisione, ma indicative ad oltre 68.000 unità.

TOTALE: 68.000 morti

“CIVILI”: cifre discordanti, ma in media oltre 24.000 morti

TOTALE: 110.000 morti

TEMPO: 129 mesi (2001 – ancora in atto)

RISULTATI: deposto governo dei Talebani con la scusa di armi di un loro appoggio ad Osama Bin Laden per gli attentati del 11 Settembre 2001

UTILITÀ’: contratti economici per i soliti noti e controllo del mercato della droga

SITUAZIONE NEL PAESE: CAOS TOTALE

NOME DEL PAESE: AFGHANISTAN

CONTRIBUTO ALLA PACE DEL PREMIO NOBEL OBAMA: 0 assoluto

Attualità: la costante scoperta occidentale dell’acqua calda

Quanto amiamo cadere dalle nuvole noi Occidentali, sempre presi dalla nostra bella morale e con quel gusto tutto nostro di dover sempre dare delle patenti di giustizia e di civiltà alle altre nazioni! Eppure siamo sempre così patetici ed ipocriti e lo siamo al punto di non preoccuparci neppure più di mascherarlo in un qualche modo, no… noi lo facciamo nel modo più naturale possibile. Diciamolo apertamente: ci sono notizie dal mondo delle quali non ci potrebbe fregare assolutamente nulla ed infatti hanno una cassa di risonanza davvero modesta.

Facciamo un esempio: affonda una barca in India e muoiono quasi duecento persone, notizia minima riportata da tutti i giornali per un paio di giorni poi via, in fondo è crepata solo della povera gente per lo più. Si rovescia una enorme nave da crociera piena di gente che stava spendendo fior di quattrini per una vacanza, ne muoiono una trentina e per delle settimane non si parla d’altro. Sarà che è vero che i morti non sono tutti uguali e che alcuni sono più morti di altri.

Poi capita che in Formula 1 si debba correre un gran premio in Bahrein! E all’ improvviso si scopre che in quel remoto paese amico dell’ Occidente è in atto una rivolta popolare contro i governanti. Ma che sorpresa! E’ quasi un anno che c’è una rivolta in quel paese, ma è meglio non parlarne dato che si tratta di una rivolta principalmente sciita e con tutta probabilità finanziata in parte dall’Iran… non come la rivolta in Siria che è finanziata dall’Occidente e che quindi merita tutta l’attenzione del palcoscenico mediatico. Sarà che è vero che i morti non sono tutti uguali e che alcuni sono più morti di altri.

L’apice lo raggiunge il caso dell’ Ucraina. Ora… sappiamo tutti che i paesi della vecchia URSS non sono proprio la quintessenza della democrazia in terra, sono paesi consumati dalla corruzione e violentati dal capitalismo più spietato, dove la maggior parte delle persone in realtà vive in condizioni spesso disagiate, dove le piaghe della droga e dell’alcolismo la fanno spesso da padrone. Non è che sia proprio l’immagine di un paradiso terrestre! Comunque torniamo alla cara Ucraina. In prima battuta è scoppiato uno scandalo perché le autorità ucraine hanno fatto sterminare non so quanti cani randagi in vista dei campionati europei di calcio. Per carità… è giusto lottare contro una barbarie del genere (si possono trovare tranquillamente soluzioni alternative), ma non mi risulta che nessun animalista occidentale si sia mai preoccupato prima della situazione dei poveri cani randagi ucraini, cani che nelle località di campagna fanno branco e spesso attaccano bestiame e popolazione… dettagli.

Ma poi ecco la punta più alta dell’ipocrisia dell’ Occidente. L’ ex primo ministro dell’ Ucraina è in carcere. E’ in carcere perché non si tratta proprio di una santarellina, dato che è accusata di aver sottotratto fior di denaro destinato a migliorare le infrastrutture del paese che dice tanto di amare, inoltre è nota per le sue frequentazioni di mafiosi russi e per essere stata un pezzo grosso di Gazprom (e si sa che in Gazprom son tutti dei santi). Ora sembra che questa santa donna sia maltrattata in carcere, malmenata ed affamata come un qualsiasi delinquente comune nelle carceri di quei paesi. E cosa succede? Improvvisamente l’ Occidente scopre che l’ Ucraina è un paese non propriamente democratico. Ma no! Davvero??? Ma che prontezza di riflessi… ma non era la stessa cosa che si diceva prima quando governava l’attuale prigioniera? Chissà perché i paesi dell’ Europa ora sono così contrariati dalla situazione dei diritti umani in quel paese… già… chissà.

Riflessioni: conteggio a perdere di vuoti a rendere

“SOLITI LIBERATORI”:  4.487 morti

“GALOPPINI DEI LIBERATORI”: 318 morti (di cui 33 Italiani)

“MERCENARI”: 1.554 morti (di cui 2 Italiani)

“PARTIGIANI”: 1.002 morti

“COLLABORAZIONISTI”: 7.460 morti

TOTALE: 14.821 morti

“CATTIVONI”: 10.800 morti

“INSORTI”: 26.405 morti

TOTALE: 37.205 morti

“CIVILI”: cifre discordanti, ma in media oltre 350.000 morti

TOTALE: 400.000 morti

TEMPO: 105 mesi (2003 – 2011)

RISULTATI: deposto un dittatore con la scusa di armi di distruzione di massa mai trovate…

UTILITA’: contratti economici per i soliti noti…

SITUAZIONE NEL PAESE: CAOS TOTALE

NOME DEL PAESE: IRAQ

CONTRIBUTO ALLA PACE DEL PREMIO NOBEL OBAMA: 0 assoluto

Riflessioni: l’entusiasmo mal riposto degli Occidentali

L’Occidente nella sua profonda decadenza è come un corpo anziano colpito da diverse malattie in stadio più o meno avanzato, tra queste una delle più perniciose è l’eccesso di “entusiasmo mal riposto”, ossia la nostra capacità di guardare ad altre culture e nazioni emozionandoci per eventi che in realtà stiamo male interpretando. In questo processo di errore siamo spesso guidati dalla infida volontà dei nostri governanti tramite il loro astuto controllo dei mezzi di informazione, siamo in un’era in cui il depistaggio di massa è diventato un’arte e la capacità dell’uomo occidentale di farsi raggirare rasenta il patetico. Siamo pronti ad ascoltare solo ciò che vogliamo sentirci dire, per cui a chi di dovere non resta che aprire il canale informativo in base agli umori popolari.

Ci sono poi alcuni strati della popolazione che arrivano addirittura ad idolatrare certe notizie, interiorizzandole al punto da sentirsi in un qualche modo partecipi di chissà quale ideale, movimento, cambiamento, rivoluzione, ecc… in realtà l’unica cosa di cui fanno parte è un bacino d’utenza. Ma facciamo un esempio pratico e vicino ai giorni nostri.

Il fenomeno chiamato “Primavera Araba” è un classico esempio di depistaggio ben gestito per coprire una situazione conflittuale molto complessa nella quale confluiscono gli interessi di diversi potentati economici. Per mantenere in un limbo di tranquilla ignoranza l’utente occidentale medio è stato presentato uno scontro tra due gruppi: da una parte i governi in carica detentori di potere non democratico e dall’altra dei popoli affamati di diritti e democrazia. Di fatto tra la fine ed 2010 e i giorni nostri ogni paese arabo è stato soggetto a rivolte di qualche tipo, ma la domanda da farsi è questa: se ci sono state rivolte in ben diciassette paesi perché si è dato risalto solo alle rivolte di cinque paesi?

Partiamo dal presupposto che il mondo arabo è diviso tra paesi vicini all’Occidente e paesi assolutamente ostili, nel quadro dello sfruttamento di risorse energetiche importantissime e di una sorta di “guerra santa” che coinvolge l’area sin dalla nascita dello stato d’Israele. I primi due paesi colpiti dalle rivolte sono stati la Tunisia e l’Egitto, da anni inseriti in posizioni più accomodanti verso l’Occidente, finite le rivolte e deposti i governi in carica ci sono state elezioni che hanno dato la vittoria non alle forze più democratiche bensì a quelle più estremiste (vedi i Fratelli Musulmani), da notare che in queste due rivolte non c’è stato l’apporto agli insorti di nessun paese democratico. Chi ha vinto le elezioni è vicino all’asse Teheran – Damasco e quindi a posizioni anti-occidentali. Chi mai avrà finanziato le rivolte in questi due paesi? Nel frattempo erano partite rivolte anche in tutti gli altri paesi arabi filo-occidentali (ad esempio il Marocco e la Giordania, ma anche l’Arabia Saudita e l’Armenia), facendo presagire un disegno ben più ampio e gestito da una volontà unica. La risposta non si è fatta attendere: Iran, Libia e Siria hanno visto scoppiare rivolte nei loro territori, ma in questo caso la presenza dello zampino occidentale è evidente. In Libia gli insorti sono stati armati e finanziati dall’Occidente e hanno partecipato agli scontri anche mezzi ed addestratori delle forze armate inglesi e francesi. La Siria potrebbe veder presto un intervento armato da parte della Nato o di altri paesi arabi del blocco filo-occidentale. Teheran una volta rimasta da sola avrebbe le ore contate… a meno che Russia e Cina non facciano valere in modo effettivo il loro appoggio a questi due regimi.

Ora in tutto questo la favolina dei giovani arabi così assetati di democrazia può fare presa solo su una massa di pecore belanti come quelle che vanno tanto di moda in Occidente, l’evidenza degli interessi in gioco è talmente banale da non poter essere ignorata e il depistaggio dei giornalisti occidentali è un semplice atto di una guerra che per ora si sta cercando di nascondere, ma che è già cominciata da molto tempo. Si può decidere da che parte stare solo se si conoscono le due parti in campo, se no si sceglie di non guardare alla realtà e di vivere in pace con la propria ignoranza.

Riflessioni: fare un giro in banca

Il posto di lavoro a tempo indeterminato può rendere la vita noiosa, soprattutto se una deve recarsi in banca a chiedere un finanziamento, un prestito anche piccolo o un mutuo consistente. La noia in questo caso consisterebbe nel non avere troppi imprevisti per ottenere il parere positivo da parte della banca: badate bene che non è comunque automatico ottenere un SI, soprattutto in tempi come questi in cui le banche cercano di non dare soldi a nessuno.

Se siete una giovane coppia che vuole comprare una casa e dovete finanziarvi l’acquisto col vostro semplice stipendio allora vi posso solo dire “in bocca al lupo”! Nella migliore delle ipotesi avete un ottimo lavoro, ben retribuito e magari avete anche i genitori alle spalle che vi possono anticipare una parte della spesa… bene, ora escludiamo questo 10% della popolazione Italiana e vediamo cosa accade al restante 90%. Dovete avere due buoni contratti di lavoro, sappiate che la banca prenderà i vostri due redditi, li sommerà e calcolerà la vostra quota mutuo sulla base di un 35%, ossia se in due prendete 2.000 euro la vostra quota mutuabile sarà di 700 euro al mese massimo. Qui si apre un mondo, perché potrei parlarvi di mutui a tasso fisso e a tasso variabile oppure potrei elencare la sfilza di prodotti misti che ci sono in circolazione. Potrei semplicemente ricordarvi che in quei 700 euro sono compresi anche gli interessi e in alcuni casi le assicurazioni! Ma sono buono e voglio fare un calcolo semplice e senza pretese: con 700 euro al mese pagate 8.400 euro all’anno per il vostro nido d’amore e li pagherete (non è proprio così) forse per i prossimi 30 anni per un totale 252.000 euro. Vista così è proprio una bella cifra, peccato che questa sia la cifra che pagherete alla vostra banca e non quella che intascherà il venditore dell’appartamento a lui potrebbe andare una cifra che si aggira tra i 170.000 e i 180.000 euro, quello è indicativamente il costo della vostra casa.

In realtà si tratta di un mondo estremamente più complicato, dove due giovani senza aiuti di sorta possono forse comprarsi un appartamento dal costo ben inferiore ai 180.000 euro, in cui vivere da soli, ma senza troppe possibilità di far crescere di numero la famiglia. Ricordo poi che il caso appena espresso prevede che entrambi abbiano un lavoro a tempo indeterminato. Se manca questo requisito la banca inizia a richiedere dei garanti, in genere genitori, fratelli, sorelle, ecc… e qui si apre un mondo ulteriore fatto di requisiti e di conteggi economici avveniristici. In poche parole vi faranno stra-pagare la vostra vita e il vostro futuro e vi faranno pure sentire dei pezzenti, vi faranno capire che a voi non è dovuto nulla e che a nessuno interessa dei vostri progetti futuri, quello che conta è una cosa sola: il denaro, o c’è o non c’è!

E’ così monotono il posto fisso, ma almeno rende l’usura delle banche un po’ meno inquietante. Che poi non ci vengano a parlare di bamboccioni…