Mostra di pittura a Bologna (Maggio 2017)

Come ogni anno in questo periodo vi invito ad una mostra in quel di Bologna. La mostra sarà organizzata in collaborazione l’Officina dell’arte del Dopolavoro ferroviario di Bologna (http://www.officinadellarte.bo.it/) e avrà come tema “la magia del paesaggio”. Anche quest’anno le opere saranno accompagnate da uno scritto di accompagnamento e/o spiegazione.

Proprio come nelle edizioni precedenti mi sono occupato io di scrivere l’accompagnamento del quadro dell’artista Daniela Terragna (http://www.danielaterragna.com/ ).

Queste intanto le edizioni precedenti:

2013

2014

2016

La prima parte della mostra si terrà presso l’Archiginnasio di Bologna nel Quadriportico Inferiore, P.zza Galvani n.1 dal 6 al 14 Maggio 2017 . Gli orari di visita sono dalle 10 alle 19 tutti i giorni (la domenica solo fino alle 14). L’inaugurazione sarà sabato 6 Maggio alle 18, purtroppo non sarò presente all’inaugurazione dato che sarò a Roma.

La seconda parte si terrà presso la Sala Gialla del parco “Ettore Bufalieri” in via Stalingrado n.12 (Bologna) dal 27 al 31 Maggio 2017 (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19). In questo caso l’inaugurazione sarà alle 18… e vi dovrei partecipare direttamente. 

Buona visita a tutti.

Foto mostra d’arte “Omaggio a Bologna” (Bologna, 2016)

Ecco le foto della mostra a tema “Omaggio a Bologna” tenutasi tra Aprile e Maggio a Bologna.

Questo invece è il mio testo che correlava l’opera di Daniela Terragna.

Bologna è notte. Bologna è un silenzioso sgattaiolare nei suoi vicoli quando ormai tutte le osterie sono chiuse e il freddo dell’inverno fa sognare solo il calore di un bicchiere di vino. Ci si può perdere a Bologna. Come in un labirinto di emozioni che non lasciano più punti di riferimento. Perduti, isolati, amati e abbandonati, nella speranza che la vista di una torre ci possa riportare ai vertici dell’universo intero. Bologna è profanamente sacra nel suo ricordarci ogni istante che il bene e il male sono figli dello stesso sole e amanti della stessa luna. Bologna è notte. Bologna si chiude attorno a noi come l’abbraccio di un amante e l’attimo successivo ci respinge come la più infuriata delle mogli. Bologna è come la moglie di una vita intera che dopo tanti anni porta sempre gli stessi tre colori, ma è ancora in grado di sorprenderti. Bologna in una notte. Una notte a Bologna. I pensieri racchiusi in una bottiglia di vino seduti a quel tavolo in fondo tra le luci delle candele, parlando di strade, storie e palazzi. Il ricordo dell’antico borgo medievale, correndo per le strade del ghetto nella speranza che ci sia ancora vita in una qualche piazza. Bologna non dorme e chi dorme a Bologna vive la vita dei vivi, ma non quella degli eterni. Bologna è notte. Eterna.

Mostra di pittura a Bologna (Aprile-Maggio 2016)

Bene! Dopo la mia personale assenza nel 2015 dovuta al trasferimento da Bologna a Roma ritorno ad invitarvi ad una mostra nella mia città d’origine. Il periodo dell’anno è sempre il medesimo, come nelle edizioni precedenti:

2013 

2014 

La mostra sarà organizzata in collaborazione l’Officina dell’arte del Dopolavoro ferroviario di Bologna (http://www.officinadellarte.bo.it/) e avrà come tema proprio la città di Bologna, per cui i diversi pittori esporranno quadri rappresentanti il loro “sentire” la città… chiaramente ogni opera sarà correlata da uno scritto di accompagnamento e, talvolta, di spiegazione.

Proprio come nelle edizioni precedenti mi sono occupato io di scrivere l’accompagnamento del quadro dell’artista Daniela Terragna (http://www.danielaterragna.com/ ).

La prima parte della mostra si terrà presso l’Archiginnasio di Bologna nel Quadriportico Inferiore, P.zza Galvani, 1 dal 11 al 17 Aprile 2016 (purtroppo non sarò all’inaugurazione del 11 Aprile dato che sarò a Roma). Gli orari di visita sono dalle 10 alle 19 tutti i giorni (la domenica solo fino alle 14). L’inaugurazione sarà lunedì 11 Aprile alle 18.

La seconda parte si terrà presso la Sala Gialla del parco “Ettore Bufalieri” in via Stalingrado, 12 (Bologna) dal 30 Aprile al 8 Maggio 2016 (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19). In questo caso l’inaugurazione sarà alle 17.30… e vi parteciperò direttamente. 

Qui potete vedere il Volantino Invito 2016!

Buona visita a tutti.

Nuovi link

E’ tempo di aggiornare un pò i link a lato della mia pagina, per cui alcuni di voi si troveranno inseriti in questa lista! Orpo! Già che ci siamo vediamo un pò chi c’è in questa lista…

Interno Poesia

My Autograph World

Sensi, forme e colori: dalle parole alla grafica

Andrea Gruccia

—illustrabile

Una vita da svampita

Opinionista per caso Viola

Ordine e Caos

SALE QUANTO BASTA

cookingsullenuvole

diario di un 35N

Ultima spiaggia dei sogni

Marco Milone

Vietato calpestare i sogni ©ELisa

Crazy Alice in Wonderland

acasadisimi

Carlo Galli

lapappapronta

susabiblog

VERUSCA VENTURI

La radura nel bosco incantato

Vivere in Cile

photography in things

Briciolanellatte

VALERIU DG BARBU

CAROLINSIGNA

Tra sottosuolo e sole

Nero di Seppia

Ora… di sicuro mi sono dimenticato qualche blog per strada per cui se volete che magari ci linkiamo a vicenda commentate qui e provvederò! 🙂

Foto mostra d’arte Archiginnasio Bologna 2014

Un pò in ritardo, ma ecco finalmente le foto della mostra a tema “l’albero” tenutasi ad aprile a Bologna. Il link con le foto è questo: .

Tra le tante vi posto anche il link con le vecchie foto della mostra dell’anno scorso:

Questo invece è il mio testo che correlava l’opera di Daniela Terragna.

Non esiste al mondo nulla di più rivitalizzante che abbracciare un albero. Se uno non ha mai provato questa esperienza non può capire questa affermazione e potrebbe farsi strane idee su chi la sostiene. Eppure è così. Gli alberi sono una parte essenziale della vita del nostro pianeta e svolgono importantissime funzioni senza le quali noi non saremmo nulla. Quando penso a come definire al meglio un albero non riesco ad immaginare nessun altra parola al di fuori di “vita”, questo perché in ogni stagione, in ogni situazione perfino nella sua decadenza e nella sua morte l’albero è sempre portatore di vita. E’ parte del perfetto circolo della natura e non lo nasconde di certo. Per questo abbracciare un albero diventa un’esperienza piena di felicità e di armonia, un semplice gesto capace di farci sentire realmente vivi, finalmente partecipi a pieno titolo del magnifico mondo della natura. E l’albero non fa mai mancare il suo abbraccio all’ambiente circostante: come in questo quadro. Qui troviamo un paesaggio scarno e vagamente triste. I suoi colori danno un senso di calamità, come se questa terra fosse stata colpita da un qualche male che stenta ad abbandonarla. Il mondo in lontananza è vuoto di particolari e lo stesso cielo sembra affaticato e reso pesante da una lunga battaglia protrattasi per troppo tempo. Tutto tace. Ma l’albero è lì nel mezzo con la sua vita impertinente che non accenna ad arrendersi, con i suoi colori vitali a contrapporsi alla tristezza del paesaggio. L’albero non si arrende e abbraccia a modo suo la terra circostante per consolarla e donarle nuova linfa. L’albero conosce una grande verità che spesso agli uomini sfugge: anche se esteriormente la terra può sembrare decadente e morta in realtà nelle sue profondità essa è viva e forte, pervasa dalla sua rossa linea della vita. L’albero lo sa perché ha radici profonde che abbracciano questa linea, ha il dono della conoscenza perché sa bene di appartenere alla natura e di dover fare di tutto per aiutarla. Una lezione che l’uomo ha dimenticato nel momento in cui si è elevato da solo al rango di giudice universale, una lezione di umiltà che un semplice abbraccio ad un albero può far ricordare.

La pittrice del mare – parte III

Per intere settimane la giovane donna si recò in quel luogo di buon ora con le sue tele bianche, tornando a casa ogni sera con quadri bellissimi. Nelle sue tele c’era tutto il mondo del mare. Le bellissime navi antiche che solcavano spavalde i mari più pericolosi, creature misteriose degli abissi, dolci sirene cantanti e terribili mostri vendicativi, porti lontani e spiagge esotiche, scene di pesca e di giubilo, scene di naufragi e di morti. Tutto il mare era nelle sue tele, tutte le storie di quegli uomini anziani, la stessa storia del porto-canale e delle sue infinite barche colorate. Giorno dopo giorno quei vecchi pescatori si ritrovavano tra loro nei pressi del canale, scegliendo sempre lo stesso posto, dove si riunivano intorno al tavolo a bere un cordiale tra un racconto di avventura ed una partita a carte. Non badavano alla giovane donna così indaffarata nel dipingere, non si accorgevano della sua spasmodica attenzione nei loro confronti. Loro erano lontani: erano in mare. E lei? Lei cosa era in realtà? Non era la stessa donna di prima, qualcosa nel suo animo si era modificato, qualcosa le aveva aperto le porte della percezione verso un mondo nuovo, una serie di luoghi infiniti che ora le erano diventati familiari.

Una mattina infine si svegliò e per la prima volta dopo settimane sentì che non doveva tornare a Cesenatico. Rimase in casa a riordinare i suoi quadri: erano centinaia. Cosa fare? Dove metterli? Non sapeva bene neppure lei come comportarsi. Mentre era assorta in questi pensieri ricevette una telefonata inaspettata da parte degli organizzatori della mostra “luoghi di mare”: sembrava che la sua opera fosse risultata così bella da meritare un premio speciale. Ma quale fotografia aveva spedito? Non lo sapeva. Tutto sembrava così lontano, non ricordava neppure di aver partecipato a quel concorso, non ricordava nulla se non le intere settimane trascorse a guardare quegli anziani pescatori, nulla se non i suoi quadri. Si recò quindi a Ravenna per ricevere quel premio, mossa più dalla curiosità che dal desiderio dell’affermazione personale. Non aveva idea di ciò che l’attendeva.

Stupore. Meraviglia. Sconcerto. Paura. Magia.

La giovane donna si ritrovò davanti ad una foto che era sicura di non aver scattato. Era impossibile anche solo pensare che l’avesse spedita il giorno stesso in cui avrebbe dovuto scattarla. Era assurdo. Eppure la stavano premiando per una foto scattata sul porto-canale di Cesenatico, un’immagine che ritraeva quattro anziani di spalle, seduti ad un tavolino intenti a parlare e bere un cordiale. Non era possibile. Non aveva mai scattato quella foto. Ricordava bene di essere arrivata a casa e di aver preso un’immagine a caso tra quelle scattate ben prima di andare a Cesenatico, come era possibile?
La giovane donna non capiva. Ascoltava le persone intorno a lei che si complimentavano e annuiva meccanicamente, mentre nella sua testa cercava di fare ordine in mezzo ai ricordi, ma non ci riusciva. L’unica cosa che riuscì a cogliere di tutta quella giornata fu una parte di discorso pronunciata da uno degli organizzatori della mostra: << La casualità di questi ritrovi è solo apparente, ovunque si siedano questi uomini del mare in realtà è possibile scorgere il loro elemento naturale a breve distanza, quasi che volessero controllarne costantemente lo stato, come se non si fidassero a lasciare l’acqua da sola. Diventa così una specie di rapporto tra nonno e nipote, dove il primo trascorre le giornate con gli amici di una vita mantenendo sempre un occhio su quello che fa il suo piccolo erede, mentre il mare continua il suo eterno gioco di onde senza curarsi dello sguardo benevolo che migliaia di anni si posa su di lui. >>

Quella era l’essenza di tutte le settimane che aveva passato a dipingere delle storie di mare. La giovane donna aveva vissuto una storia di mare e come tutte le storie di mare non possono essere spiegate sino in fondo agli uomini della terra.

La pittrice del mare – parte II

Una serie di pensieri e di sensazioni le si accavallarono nella mente, dimenticò la mostra che l’aveva portata sin lì, dimenticò l’idea di cogliere un particolare “nuovo” in foto, si dimenticò del tempo e dello spazio e sentì solo il fortissimo impulso di disegnare e dipingere. Come preda di un incantesimo si alzò e se ritornò verso casa sua con l’idea di tornare il giorno successivo con tutto l’armamentario adatto alla pittura. Si fermò a comprare tutto ciò che le sarebbe servito, prese una foto a caso tra quelle che aveva scattato e la inviò alla mostra “luoghi di mare” dopo di che si mise a dormire come se non avesse riposato da anni.

Si svegliò di buon ora e si diresse con tutta la sua attrezzatura a Cesenatico. Si sistemò vicino al canale in prossimità del bar del giorno prima e con grande gioia vide arrivare gli stessi quattro uomini anziani che le avevano ispirato il primo disegno. Come per magia avvertì di nuovo quella strana sensazione alle mani e cominciò a dipingere senza prestare troppa attenzione alle linee che andava tracciando con velocità impressionante. Ascoltava i racconti di quegli uomini e i suoi pensieri navigavano insieme, viveva decine di avventure e le ritraeva tutte una dopo l’altra, ma senza rendersene realmente conto. Nella sua testa si facevano strada riflessioni nuove. Capiva che le vite trascorse in mare non se ne distaccano mai e che, anche quando il sole inizia a declinare verso l’orizzonte dell’esistenza, ogni sogno ed ogni pensiero non può che fluttuare verso quel mondo misterioso. Cominciava a capire quei pescatori. Essi erano vissuti col mare, non si erano limitati a sfruttarne le risorse e non si erano accontentati di esplorarne i segreti, no, loro avevano voluto essere qualcosa di più sino ad arrivare a credere di essere delle creature marine. Forse erano giunti sino al punto di credere di essere essi stessi il mare. Quegli anziani non trovavano pace sulla terra ferma perché ne percepivano tutti i limiti, la vivevano come una prigione senza sbarre dove non era concesso loro di capire le scelte degli uomini, si sentivano estranei in mezzo agli altri e il loro unico pensiero era quello di tornare sulla barca e riprendere il mare aperto.

Sarebbe stato stupendo sentirsi finalmente liberi e lontani da affanni per loro insensati.
E di nuovo il tempo si era fermato per la giovane donna. Riusciva a fare in pochi minuti il lavoro di intere ore, produceva un quadro dietro l’altro con una velocità incredibile e la sua bravura ne rivelava una dote innata, un dono che sino al giorno prima le era rimasto nascosto. Come poteva essere? Come poteva aver vissuto tanti anni nell’errata convinzione di non saper disegnare? O forse era solo la magia di quel luogo che l’aveva ammaliata e ne aveva modificato le propensioni? Erano forse quei pescatori degli antichi maghi dei tempi passati? Vecchi stregoni del mare, antichi sacerdoti del dio Nettuno. L’anzianità li aveva resi inadatti alla navigazione e da uomini del mare avevano cominciato ad assomigliare agli uomini della terra, ma ogni loro discorso era un ricordo del loro passato, delle loro gesta e della loro vanità. Vivere lontano dalla terra ferma non li aveva resi immuni dal passare del tempo, perché le leggi della natura non potevano essere aggirate da semplici sotterfugi: alla fine anche il trascorrere degli anni si era presentato a chiedere il conto, esigeva il suo pegno dal pescatore come da tutti gli esseri viventi.

[FINE SECONDA PARTE]

La pittrice del mare – parte I

Vi propongo un racconto breve scritto l’anno scorso di questi tempi, lo dividerò in tre parti e il seguito lo pubblicherò nei prossimi giorni. Buona lettura.

LA PITTRICE DEL MARE

Una giovane donna passeggiava lungo il porto-canale di Cesenatico alla ricerca di qualche particolare interessante da poter catturare con la sua nuova macchina fotografica, desiderava infatti partecipare ad una mostra locale dal tema “luoghi di mare”. Aveva girato in lungo e in largo per i paesi della costa romagnola, ma non era riuscita a produrre nessuno scatto che la rendesse pienamente soddisfatta, era come se mancasse sempre un qualcosa per raggiungere la perfezione. Si era convinta di trovare qualcosa di diverso a Cesenatico in forza della peculiarità del porto-canale, rarissimo porticciolo rimasto pressoché originale nonostante il trascorrere del tempo e la scriteriata edilizia dell’uomo. Forse in quell’angolo di Romagna poteva trovare la soluzione al suo problema. La parola d’ordine era “originalità”: il porto-canale nel corso degli anni era stato fotografato in lungo e in largo da turisti, ristoratori, fotografi professionisti e presunti tali, non sarebbe stato semplice trovare qualcosa di “nuovo” o mai ritratto prima.

Arrivata di buon ora a Cesenatico cominciò a spostarsi lungo il canale fermandosi ad osservare ogni singolo palazzo ed ogni barca, grande o piccola, ormeggiata a pochi passi da lei. Col passare dei minuti le sembrò che il tempo si fosse fermato in quel luogo; respirando l’aria coglieva fragranze di un mondo antico e di tempi lontani, meno inquinati e frenetici. Girava e cercava, ma non trovava. A metà mattina si fermò in un bar e si sedette nei tavolini all’aperto ordinando un caffè. Era stanca di camminare e si guardava intorno con aria sconsolata poiché non aveva ancora colto nulla di “nuovo” da fotografare. Cominciò a domandarsi se il vero problema non fosse dentro di lei, in fondo aveva già tantissime foto della costa e forse in mezzo a quelle c’era già quella adatta per partecipare alla mostra, magari quella ricerca spasmodica della perfezione era solo un freno che il suo inconscio le stava ponendo, un freno insensato che andava aggirato.

Improvvisamente i suoi occhi si soffermarono su un tavolo dello stesso bar dove erano seduti quattro uomini anziani che chiacchieravano guardando le barche nel canale, cercando di capire di cosa stessero parlando si rese conto che raccontavano storie di pesca dei tempi passati; evidentemente erano pescatori in pensione che evocavano con nostalgia le loro imprese passate. Dalla postazione nella quale era seduta si poteva scattare una bellissima foto di quegli uomini rivolti verso il porto-canale. Non poteva che uscirne un capolavoro romantico. Eppure c’era qualcosa che la frenava, sentiva qualcosa dentro di lei cominciare a muoversi e le sue mani sembravano vibrare per un qualche inspiegabile fenomeno fisico. Entrò nel bar e chiese un foglio ed una penna, tornò a sedersi davanti al suo caffè e lasciò che la sua mano cominciasse a tracciare segni sul foglio, mentre ancora guardava quei quattro anziani. In pochi minuti fece un bellissimo disegno di una barca ormeggiata nel porto-canale in una giornata di pioggia. La giovane donna rimase stupita, in primo luogo l’imbarcazione da lei riportata sul foglio non era affatto presente nel canale, in secondo lei non aveva mai disegnato così bene in vita sua, tanto che sin da piccola si era progressivamente disinteressata al mondo della pittura, preferendo la fotografia come modo di ritrarre il mondo.

[FINE PRIMA PARTE]

Mostra di pittura a Bologna (Aprile-Maggio 2014)

Come di consueto in questo periodo dell’anno si terrà una mostra organizzata in collaborazione con l’Officina dell’arte del Dopolavoro ferroviario di Bologna (http://www.officinadellarte.bo.it/ … il sito non è aggiorantissimo). La mostra di quest’anno avrà come tema “L’ALBERO”, come l’anno scorso nella Mostra a tema “IO” i diversi pittori esporranno quadri rappresentanti dgli alberi in base al loro gusto ed alla loro personalità, ogni opera sarà correlata da uno scritto di accompagnamento e, talvolta, di spiegazione.
Esattamente come nell’edizione precedente mi sono occupato io di scrivere l’accompagnamento del quadro dell’artista Daniela Terragna (http://www.danielaterragna.com/ ).
La prima parte della mostra si terrà presso l’Archiginnasio di Bologna nel Quadriportico Inferiore, P.zza Galvani, 1 dal 12 al 19 Aprile 2014 (purtroppo non sarò all’inaugurazione del 12 Aprile dato che sarò a Roma). Gli orari di visita sono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, tutti i giorni.
La seconda parte si terrà presso la Sala Gialla del parco “Ettore Bufalieri” in via Stalingrado, 12 (Bologna) dal10 al 18 Maggio 2014, con gli stessi orari di cui sopra.
Buona visita a tutti.
Qui potete vedere il Volantino Invito 2014!