Progetto WW1: 1 – 30 Aprile 1917 – Gli Stati Uniti in guerra

Sul fronte orientale l’alto comando tedesco seguiva con ottimismo le notizie della Rivoluzione che stava investendo la Russia; se l’immensa orda umana che avevano difronte si fosse riversata a ritroso nelle immense pianure desolate sarebbe stata un’ottima occasione per strappare al nemico vaste porzioni di territorio quasi senza colpo ferire. A rovinare l’atmosfera euforica di Berlino c’era il progressivo deteriorasi dei rapporti con gli Stati Uniti che parevano giunti ad un binario morto.

Il 5 Aprile 1917 le truppe tedesche conclusero il massiccio ripiegamento, cominciato a Febbraio dello stesso anno, verso la “Linea Hindenburg”. Abbandonando diversi chilometri di terreno venne accorciata sensibilmente la linea difensiva, era chiara l’intenzione dei comandi tedeschi di giocare sulla difensiva per poter preparare con calma una massiccia offensiva magari dirottando su questo fronte truppe provenienti dal settore orientale. Il comando alleato aveva invece deciso di lanciare la sua offensiva primaverile nel tentativo di rispedire le truppe nemiche entro il territorio tedesco e costringere il Kaiser alla pace. L’Offensiva Nivelle cominciò ufficialmente il 16 Aprile 1917, ma già alcuni giorni prima erano iniziati aspri scontri collegati all’offensiva principale.

Il 9 Aprile 1917 iniziò la Battaglia di Arras, condotta dalle forze britanniche e quelle dei loro dominion; durante l’intera battaglia si sfidarono nei cieli le forze dell’aviazione britannica e tedesca, che nel settore poteva annoverare il famoso “Barone Rosso” Manfred von Richthofen. Le perdite dell’aviazione britannica furono talmente alte che l’Aprile 1917 venne ribattezzato “Bloody April” (Aprile di sangue). Nel contesto di questa grande battaglia vale la pena ricordare la Battaglia del crinale di Vimy (9 – 12 Aprile 1917) combattuta, con successo, principalmente dai soldati Canadesi.

Nel settore sud erano i Francesi a dover condurre le danze. Il 16 Aprile 1917 si scatenò la Seconda Battaglia dell’Aisne, nel vano tentativo di riconquistare Reims… ma l’intera azione si risolse in un sanguinoso nulla di fatto. Tra il 17 e il 20 Aprile 1917 si combatté la Terza Battaglia della Champagne (o Battaglia delle Colline) che ebbe invece esito positivo, pur con una sproporzione enorme nelle perdite dei due schieramenti. Le oltre 20.000 perdite subite dai Francesi cominciarono a minare seriamente il morale delle truppe e cominciarono i primi episodi di ammutinamento nei reparti in blu.

Il 22 Aprile 1917 sul fronte dei Balcani i Bulgari respinsero un’offensiva britannica nella Battaglia Doiran, mentre negli stessi giorni (19 Aprile 1917) gli Ottomani bloccarono le forze di Sua Maestà nella Seconda Battaglia di Gaza.

Eppure qualcosa di estremamente importante era già avvenuto. Il 6 Aprile 1917 gli Stati Uniti avevano dichiarato guerra alla Germania, seguiti il giorno dopo da Panama e Cuba. Per la prima volta gli Yankees intervenivano attivamente in uno scenario non Americano, muovendo da un lato il loro imponente, anche se impreparato, apparato militare dall’altro mobilitando un’enorme macchina propagandistica per pubblicizzare la loro prima grande guerra internazionale per portate la democrazia.  Il 6 Aprile 1917 di fatto può essere assunta come la data di inizio dell’Impero Americano.

Progetto WW1: 12 – 31 Marzo 1917 – La Rivoluzione russa

La guerra sarebbe durata solo pochi mesi. A Natale tutti sarebbero stati pacificamente a festeggiare nelle proprie case accanto ai propri cari. Questo era lo spirito che aveva animato sia i politici che i militari nelle prime settimane di guerra del 1914. la realtà nei primi mesi del 1917 era quanto di più lontano da quelle previsioni. Mantenere lo sforzo bellico su più fronti era un costo economico-umano altissimo per tutte le nazioni chiamate in causa e tutte cominciavano a risentire di una certa “stanchezza” sociale che creava legittime problematiche sul “fronte interno” di ogni nazione. Chiaramente le nazioni meglio organizzate erano in grado di fronteggiare queste problematiche in maniera da non farle crescere in qualcosa di più problematico, ma le nazioni che vivevano già un dissapore sociale antecedente al 1914 non potevano che trasformarsi in pericolosissime polveriere.

La Russia degli Zar era un gigante. Uno stato enorme pieno di contraddizioni e di disuguaglianze sociali tremendamente lampanti. La nobiltà e la classe agiata era lontana anni luce dalle problematiche delle fabbriche e delle campagne… e questo era già un grosso problema prima della guerra. Inoltre a livello infrastrutturale il paese era molto arretrato e questo si sarebbe dimostrato un problema enorme per gli approvvigionamenti durante il conflitto. Lo Zar era mal consigliato dai suoi ministri e a nulla era valso il parere di Rasputin di non entrare in guerra.

La guerra era cominciata e la Russia si era rivelata un gigante troppo debole per competere con degli Stati moderni… nel 1917 lo Zar non possedeva più la Polonia, la Bielorussia, la Lituania e buona parte dell’Ucraina e della Lettonia; l’unica campagna veramente vittoriosa era quella del Caucaso contro l’altro grande impero malato, quello Ottomano. L’esercito aveva sottratto oltre diciassette milioni di uomini ai vari settori produttivi e questo aveva avuto un effetto estremamente negativo sulla, già precaria, economia  del paese. Le battaglie, le sconfitte, le inutili tattiche massacranti e le enormi perdite avevano creato dei conflitti insanabili all’interno dello stesso apparato militare, il quale non riceveva più nemmeno i rifornimenti necessari a proseguire i combattimenti. Nelle città la situazione non era migliore: la situazione nelle fabbriche e nel commercio era disperata. Cominciarono le diserzioni dell’esercito e i grandi scioperi politici nelle città. Lo Zar non era in grado di invertire la rotta della sua nave e la tempesta l’avrebbe investito in pieno.

San Pietroburgo (allora Pietrogrado) il giorno 8 Marzo 1917 cominciarono i primi grandi scioperi. [In Russia non era in vigore il calendario gregoriano in quegli anni bensì quello giuliano, per cui quando si parla di Rivoluzione di Febbraio e di Ottobre in realtà i  mesi di riferimento sono Marzo e Novembre]. Dai 90.000 scioperanti del 8 Marzo 1917 si passò ai 200.000 del giorno successivo. Le autorità non sapevano bene come reagire e nelle prime giornate la polizia si limitò più che altro a controllare che la situazione non degenerasse, ma era ormai evidente che qualcosa si era rotto nella macchina russa. Il 10 Marzo 1917 il numero degli scioperanti era salito a 240.000 e la polizia cominciò a reagire utilizzando le armi da fuoco, ma la folla rispose con le medesime armi. L’esercito chiamato a reprimere le manifestazioni, congiuntamente alla polizia, non intervenne contro gli insorti e già dal 11 Marzo 1917 cominciarono diverse sparatorie e scontri in molte zone della città, tanto che a sera il governo decretò lo stato d’assedio. Il 12 e il 13 Marzo 1917 le truppe di guarnigione a Pietrogrado si unirono ufficialmente agli insorti e in città presero a formarsi i primi Soviet (consigli). Nel frattempo la protesta si era estesa anche a Mosca.

Di fatto il 14 Marzo 1917 i Soviet consegnarono il potere nelle mani del Comitato della Duma, il parlamento russo che doveva restare sciolto sino ad Aprile secondo le disposizioni dello zar. Il Comitato si mise subito a lavorare e il 15 Marzo 1917 aveva già provveduto ad individuare i nomi dei futuri ministri, mentre come Presidente del Consiglio e ministro dell’Interno venne scelto il principe L’vov. Vista la situazione allo Zar non restò che abdicare in favore del fratello Michele, quest’ultimo però il giorno successivo (16 Marzo 1917) abdicò a sua volta lasciando il paese nella mani del governo provvisorio e dei Soviet. Nasceva la Repubblica Russa, che avrebbe avuto una vita breve ed estremamente instabile.

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La famiglia dello Zar Nicola II

Nel frattempo continuava la campagna britannica in Mesopotamia con l’Offensiva di Samarrah cominciata il 13 Marzo 1917, nel tentativo di scacciare gli Ottomani anche dal nord della regione. Le truppe di Maude il 19 Marzo 1917 conquistarono Fallujha e continuarono ad incalzare gli avversari. Sul fronte della Palestina invece il 26 Marzo 1917 i Britannici persero la Prima Battaglia di Gaza, non riuscendo a penetrare efficacemente in quel settore.

 

Progetto WW1: 21 Febbraio – 11 Marzo 1917 – La presa di Baghdad

Baghdad venne fondata nel 762 su ordine del Califfo Al-Mansur, diventando presto un fiorente centro politico, culturale ed economico. Nella sua storia è stata più volte conquistata, saccheggiata, diroccata e ricostruita; a partire dalla conquista mongola del 1258 sino alla più recente occupazione americana del 2003. Sotto l’Impero Ottomano la città era una roccaforte chiave per il controllo della regione del Iraq e la sua perdita avrebbe spianato la strada alle forze Inglesi nella corsa verso nord, senza considerare l’enorme importanza dei pozzi petroliferi della regione… aspetto ancora oggi tremendamente rilevante nella drammatica quotidianità del popolo iracheno.

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Truppe Britanniche rientrano a Kut

Il 23 Febbraio 1917 si combatté la Seconda Battaglia di Kut (luogo del lungo assedio durato dal 15 Dicembre 1915 al 29 Aprile 1916) risoltasi con una netta vittoria britannica. Le truppe impegnate erano 55.000 soldati di origine indiana agli ordini del generale Maude. Le truppe ottomane riuscirono comunque a ritirarsi lungo il corso del Tigri, cosa che non era riuscita ai 13.000 soldati di Sua Maestà catturati alla fine del precedente assedio.

La Battaglia per Baghdad fu invero poca cosa rispetto agli scontri che l’avevano preceduta. Si risolse tutto nel giro alcune ore del 8 Marzo 1917, quando le truppe ottomane, numericamente inferiori, non riuscirono a respingere i soldati di Maude a 50 km a sud della città. La scelta per il comandante Khalil Pasha era obbligata: ripiegamento su Baghdad e successiva evacuazione della città. Tre giorni dopo, 11 Marzo 1917, le truppe britanniche occupavano Baghdad e allontanavano la minaccia ottomana dai possedimenti persiani di Sua Maestà.

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Soldati Inglesi a Baghdad

Nel frattempo il 1 Marzo 1917, in Europa, il governo di Vienna cercava di dare un nuovo corso alle campagne belliche austriache con il cambio in corsa del comandante in capo dell’esercito: passando dal generale von Hötzendorf al generale von Straussenburg. La scelta dell’imperatore Carlo I fu sia di natura politico-militare che religiosa, in quanto il destituito era notoriamente un ateo materialista al contrario del sovrano fervente cattolico.

Progetto WW1: 1 Gennaio – 20 Febbraio 1917 – Il telegramma Zimmermann

“Abbiamo intenzione di cominciare il primo di febbraio una guerra sottomarina illimitata. Tenteremo però di far rimanere neutrali gli Stati Uniti d’America. Nel caso non riuscissimo, facciamo una proposta di alleanza al Messico sulle seguenti basi: condurre la guerra comunemente, siglare la pace comunemente, un generoso supporto finanziario e l’accettazione da parte nostra della riconquista messicana dei territori perduti del Texas, del Nuovo Messico e dell’Arizona. La discussione dei dettagli viene lasciata a voi. Informerete il Presidente di quanto sopra riportato nella maniera più segreta, non appena si profili la certezza della guerra contro gli Stati Uniti d’America, aggiungerete suggerimenti su vostra iniziativa, inviterete il Giappone ad un’adesione immediata ed allo stesso tempo farete da mediatore tra il Giappone e voi stessi. Per favore richiami l’attenzione del Presidente sul fatto che l’utilizzo illimitato dei nostri sottomarini ci offre la prospettiva di costringere l’Inghilterra a siglare la pace in pochi mesi. Firmato, Zimmermann.”

Questo è il testo integrale del celebre “telegramma Zimmermann” inviato il 16 Gennaio 1917 dal Ministro degli Esteri tedesco (Zimmermann appunto) al suo ambasciatore a Città del Messico. Il messaggio venne telegrafato in codice, ma gli Inglesi riuscirono a captarlo e a decifrarlo grazie ad un enorme lavoro di Intelligence. Il messaggio venne reso noto al governo degli Stati Uniti solo il 24 Febbraio 1917, dopo che una spia inglese era riuscita a sottrarre una copia cartacea del medesimo anche a Città del Messico. La rivelazione di questo telegramma giungeva in un momento di estrema tensione tra la Germania e gli Stati Uniti. Il 1 Febbraio 1917 le forze navali del Kaiser avevano ripreso la guerra sottomarina indiscriminata contro tutte le navi che facevano rotta verso il Regno Unito, affondando un numero consistente di mercantili americani, due giorni dopo gli Stati Uniti avevano interrotto i rapporti diplomatici con Berlino. Dopo che il telegramma decifrato arrivò sulla scrivania del presidente Wilson la situazione non fece altro che precipitare.

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Il Messico, ancora immerso in una profonda instabilità politica, non era particolarmente interessato ad entrare in guerra contro l’ingombrante vicino del nord. C’era una forte tensione tra i due paesi, ma era impensabile per l’esercito messicano impegnarsi in una guerra di riconquista contro un avversario tecnologicamente più avanzato… e difficilmente la Germania avrebbe potuto dare un reale apporto in al di là dell’Atlantico. Se i diplomatici tedeschi avessero analizzato meglio la situazione del Messico si sarebbero risparmiati il dannosissimo telegramma.

Sui campi di battaglia europei si respirava una certa quiete, dopo la fine della Battaglia di Verdun e con l’inverno a farla da padrone.

Sul fronte della Mesopotamia e della Palestina invece c’era un discreto fermento, con l’esercito ottomano sempre più stremato da una guerra che diventava ogni giorno più disperata. Il 9 Gennaio 1917 con la vittoria nella Battaglia di Rafa le truppe dell’Impero Britannico cominciarono a penetrare con decisione proprio in Palestina.

Progetto WW1: 20 Novembre – 31 Dicembre 1916

Gli ultimi 42 giorni dell’anno 1916 furono sicuramente tra i più intensi di tutto l’intero conflitto, sia sul piano bellico che su quello politico. Il 1917 avrebbe riservato moltissime sorprese che avrebbero pesato non solo sulla storia del conflitto, come ad esempio la Rivoluzione Russa. Ad ogni modo il 21 Novembre 1916 accadde un qualcosa di imprevisto che avrebbe minato definitamente il vacillante Impero Austro-Ungarico: la morte dell’Imperatore Francesco Giuseppe. La forte leadership del sovrano aveva tenuto insieme i brandelli della gloria viennese negli ultimi decenni, nonostante le infinite crisi che si erano susseguite e diverse tragedie famigliari che l’avevano colpito; la figura di Francesco Giuseppe meriterebbe un articolo a parte, che sicuramente prepareremo a breve. La sua morte destabilizzò tutto l’Impero e il successore designato, Carlo d’Asburgo, non sembrava una figura in grado di reggere l’enorme pressione della situazione politica di quei sanguinosi anni. Il nuovo Imperatore avrebbe dato il via a trattati di pace segreti con la Francia e l’Inghilterra, di nascosto dalla Germania, ma con la strenua opposizione dell’Italia; inoltre avrebbe devoluto un’autonomia sempre maggiore alle minoranze etniche in seno all’Impero innescando la miccia finale della sua dissoluzione. Sarebbero stati gli ultimi due anni di una storia iniziata nell’anno 962…

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1916 – I Tedeschi a Bucarest

L’instabilità viennese giungeva nel momento più inatteso, proprio quando nei Balcani gli Imperi Centrali conseguivano importanti vittorie ai danni dei Rumeni, sconfitti il 3 Dicembre 1916 nella Battaglia di Bucarest. La “piccola Parigi dell’Est” cadde nelle mani nemiche il 6 Dicembre 1916.

Nel frattempo restava problematica la situazione in Grecia, dove i dissensi tra la monarchia e le forze politiche degenerarono in una sorta di guerra civile al seguito di uno sbarco di truppe anglo-francesi ad Atene, avvenuto tra il 1 e il 3 Dicembre 1916. Il monarca Costantino non voleva più ingerenze degli Alleati sul suo territorio al fine di mantenere la massima neutralità nel conflitto, mentre il navigato politico Venizelos caldeggiava un’ingresso nel conflitto ai danni della Bulgaria e dell’Impero Ottomano. Nei disordini di quei giorni le truppe di Francia e Gran Bretagna si reimbarcarono. Ma la resa dei conti all’interno del Regno di Grecia era solo rimandata all’anno successivo.

Sul fronte del Sinai gli Inglesi riuscirono ad occupare posizione strategicamente rilevanti ai danni delle truppe ottomane  grazie alla vittoria nella Battaglia di Magdhaba del 23 Dicembre 1916. Il 1917 sarebbe stato l’anno buono per puntare all’assalto della Palestina.

Sul fronte occidentale il 1916 era stato un anno estremamente sanguinoso per tutti i contendenti, ma chi aveva patito più di tutti era stato l’esercito francese. Nonostante la conclusione della Battaglia di Verdun, il 19 Dicembre 1916 con la riconquista di molte posizione perse a vantaggio dei Tedeschi, c’era molto fermento delle insanguinate armate francesi. il 13 Dicembre 1916 venne destituito il comandante in capo dell’esercito francese Joseph Joffre, giudicato troppo molle nel comando. Al suo posto venne messo Robert Nivelle, che sarebbe diventato tristemente famoso durante le giornate degli ammutinamenti del 1917.

Progetto WW1: 13 Ottobre – 19 Novembre 1916 – Somme ultimo atto

Tra la fine dell’Ottobre e il mese di Novembre 1916 la situazione sul fronte occidentale cominciò ad assumere un aspetto meno tetro per le potenze Alleate. Un primo duro colpo alle aspettative tedesche arrivò dalla riconquista di Fort Douaumont (caduto il 25 Febbraio 1916) il 24 ottobre 1916, da parte di soldati marocchini inquadrati nell’esercito francese come truppe coloniali. Il 2 Novembre 1916 un altro forte tornò in mano ai Francesi: Fort Vaux.

Nel frattempo gli Inglesi si preparavano a sferrare l’ennesima offensiva nella zona della Somme, che poi sarebbe passata alla storia come l’ultima battaglia decisiva della serie di scontri iniziati il 1 Luglio 1916. Il culmine fu la Battaglia di Ancre, combattuta dal 13 al 18 Novembre 1916. L’intera operazione, durata cinque mesi risultò un importante successo strategico per gli Alleati, che avevano in questo modo allentato la pressione tedesca su Verdun. Nei fatti si trattò di una delle più sanguinose operazioni di tutta la storia bellica mondiale… basti pensare che nei lunghi mesi di scontri si ebbero più di 630.000 perdite per parte, per un totale di oltre 1.200.000 uomini morti, feriti e/o dispersi. Secondo le stime degli storici ogni centimetro di terreno conquistato durante gli scontri costò la vita ad un soldato.

A German photograph featuring scene after the battle at Ancre on the Somme during World War One, circa 1917. (Photo by Popperfoto/Getty Images)

Nel frattempo sul fronte rumeno si consumò la seconda, decisiva, Battaglia di Cobadin tra il 19 e il 25 Ottobre 1916. Questa volta le truppe di Bucarest, aiutate dai Russi, non riuscirono a reggere l’urto degli Imperi Centrali. La città di Costanza cadde in mano nemica e così anche la fondamentale ferrovia che viaggiava verso l’interno della Dobrugia. Ora la minaccia al delta del Danubio diventava pressante. Quanto a lungo avrebbe retto la Romania contro la potenza spropositata dei suoi avversari?

Nel frattempo sul fronte italiano si consumava la Nona Battaglia dell’Isonzo, la quale si risolse in un velleitario avanzamento di 5 Km in 5 giorni di battaglia, dal 31 Ottobre al 4 Novembre 1916.

Progetto WW1: 18 Agosto – 6 Settembre 1916

Il 28 Luglio 1914 iniziava la Prima Guerra Mondiale. Iniziava nella tormentata terra dei Balcani. Due anni dopo la guerra continuava senza sosta presentando un conto sempre più caro in termini di vite umane. Nel frattempo la guerra si era allargata ad ogni fronte possibile immaginabile, ma due anni dopo i Balcani erano pronti a tornare protagonisti degli eventi bellici. La Romania aveva deciso di schierarsi con le potenze alleate contro gli Imperi Centrali e questa scelta avrebbe incendiato ancora una volta l’intera regione.

La Bulgaria, che già aveva capito qualcosa, cominciò ad assumere un atteggiamento aggressivo nei confronti della neutrale Grecia, il cui re Costantino I in realtà era favorevole agli Imperi Centrali. La Grecia però ruotava troppo nell’ottica della Gran Bretagna e della Francia e poteva rappresentare un pericoloso punto di partenza di una poderosa campagna alleata verso nord. Il 18 Agosto 1916, dopo la Battaglia dello Struma, le truppe bulgare invasero la Tracia e la occuparono tutta entro il 23 dello stesso mese. La reazione dell’opinione pubblica greca fu enorme e alla fine le truppe di stanza a Salonicco diedero il via ad una ribellione che in poche ore portò alla formazione di un nuovo governo provvisorio vicino agli interessi di Londra.

Il 27 Agosto 1916 la Romania dichiarò guerra all’Austria-Ungheria e cominciò ad invadere il lato ungherese della Transilvania. La reazione a catena non si fece attendere: il 28 Agosto 1916 la Germania dichiarò guerra alla Romania, seguita il 30 Agosto 1916 dall’Impero Ottomano e il 1 Settembre 1916 dalla Bulgaria. Il primo risultato fu l’assedio della fortezza rumena di Turtucaia, ad opera di un contingente misto tedesco-ottomano-bulgaro, durato dal 2 al 6 Settembre 1916 con conseguente resa delle truppe di Bucarest. Era iniziata la Campagna di Romania. A comandare le truppe tedesche durante l’assedio c’era August von Mackensen.

La Campagna di Anatolia tra Russi e Ottomani continuava ad infiammare le remote regioni vicine al Caucaso e l’ennesimo contro, la Battaglia di Bitlis del 25 Agosto 1916, vide i Russi ormai vittoriosi nonostante la strenue resistenza ottomana. Insieme alle truppe russe combatterono diversi gruppi di volontari armeni.

Il 27 Agosto 1916 l’Italia dichiarò guerra alla Germania, mentre due giorni dopo ci fu un cambio ai vertici dell’esercito tedesco con il generale von Falkenhayn che venne sostituito da von Hindenburg (che poi sarebbe stato l’ultimo presidente della Repubblica di Weimar durante l’ascesa di Hitler).

Il 4 Settembre 1916 cadeva Dar er Salam (in Tanzania) capitale dell’Africa Orientale Tedesca nelle mani degli Inglesi, Il comandante tedesco si ritirò nell’interno della colonia dove continuò una intensa guerra contro gli Alleati, che durò fino alla fine delle ostilità nel 1918, restando per lo più imbattuto ed entrando nella leggenda dei grandi comandanti coloniali, il suo nome era Paul Emil von Lettow-Vorbeck.

General Paul von Lettow-Vorbeck

Paul von Lettow-Vorbeck, a cavallo

Progetto WW1: 16 Luglio – 17 Agosto 1916

L’estate del 1916 vedeva una fervente attività bellica su tutti i fronti. A occidente imperversavano i mattatoi di Verdun e della Somme, con i Francesi impegnati in una serie di contrattacchi a partire dal 4 Agosto 1916 nel tentativo di recuperare porzioni di terra perdute durante le offensive germaniche.

Nei Balcani c’era molto fermento, con gli Alleati impegnati contro le forze della Bulgaria sul fronte della Macedonia. Qui tra il 9 e il 18 Agosto 1916 si combatté la prima Battaglia di Doiran che vide trionfare le truppe di Sofia. Nel frattempo la Romania si stava accordando per entrare in guerra al fianco della Francia e della Gran Bretagna, con la promessa di ottenere a fine guerra la Transilvania, il Maramureș, la Crișana, il Banato (in mano al Regno di Ungheria, ma abitate principalmente da Rumeni) e la Bucovina. Gli accordi vennero firmati il 17 Agosto 1916 con il Trattato di Bucarest.

Le truppe ottomane subivano ripetute sconfitte sia sul fronte del Caucaso ad opera dei Russi (Battaglia di Erzincan del 25 Luglio 2016) sia sul fronte del Egitto dove le truppe Inglesi si imposero nella Battaglia di Romani, del 3 Agosto 1916, nel Sinai.

Sul fronte italiano le truppe austriache vennero sconfitte nella sesta Battaglia dell’Isonzo (4-17 Agosto 1916). Gli Italiani, seppur con gravissime perdite, riuscirono a conquistare Gorizia, ma si dimostrarono impreparati ad affrontare con prontezza gli attacchi coi gas.

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Truppe Italiane a Gorizia – liberata l’8 Agosto 1916

Progetto WW1: 20 Giugno – 15 Luglio 1916 – La Somme

Per distogliere i Tedeschi da Verdun anche gli Inglesi avevano preparato un piano operativo da realizzare sul fronte occidentale e più precisamente nella valle della Somme in Piccardia (estremo nord del fronte). La preparazione su vasta scala di un’offensiva di disimpegno fu estremamente macchinosa, tanto che in breve tempo i Tedeschi si resero conto che un attacco sarebbe stato sferrato proprio verso il lato nord del fronte. Nonostante questa consapevolezza il 23 Giugno 1916 essi raggiunsero la massima penetrazione nel settore di Verdun. Il massiccio attacco inglese iniziò la mattina del 1 Luglio 1916. Dalle 6 alle 7 del mattino le trincee tedesche vennero bombardate da oltre 250.000 proiettili di artiglieria (il tremendo frastuono del bombardamento, 4.200 proiettili al minuto, venne sentito addirittura in Gran Bretagna), Poco dopo le 7 una serie di mine, piazzate alla fine di tunnel nei pressi delle trincee tedesche, vennero fatte brillare con effetti devastanti. Tutto sembrava volgere al meglio per gli Inglesi. Eppure l’ottusità dei loro comandanti fece si che le prime giornate di battaglia si trasformassero in un fallimentare massacro. I soldati erano stati sovraccaricati di equipaggiamento nell’illusoria speranza di una rapida avanzata, i generali pensavano che i Tommies già a sera avrebbero dovuto rendere abitabili le nuove trincee conquistate. Inoltre tutti pensavano che il massiccio bombardamento avrebbe distrutto la maggiora parte delle postazioni per cui i soldati vennero fatti uscire in schieramenti troppo visibili e compatti, facilmente colpibili da mortaio e mitragliatrici. Fu un massacro vero e proprio, tanto che alla fine del primo giorno di battaglia alcuni pensavano addirittura ad una ritirata! Nella prima giornata gli Inglesi persero 57.000 uomini contro gli 8.000 tedeschi, nonostante questo agghiacciante bollettino l’offensiva continuò nelle giornate e nei mesi successivi. Di fatto l’11 Luglio 1916 le truppe del Kaiser cessarono gli attacchi su Verdun e si misero sulla difensiva per poter spostare truppe verso la Somme, l’idea Inglese aveva avuto successo. Un successo pagato a carissimo prezzo sino alla fine (la Battaglia della Somme terminerà nel Novembre 1916).

Nel frattempo il 4 Luglio 1916 gli irregolari arabi scacciarono le truppe ottomane dalla città sacra de La Mecca, ottenendo così la loro prima storica vittoria.

Sul fronte italiano il 29 Giugno 1916 avvenne il primo attacco col gas al danno delle truppe italiane che, essendo totalmente impreparate ad una eventualità del genere, subirono perdite altissime (7.000 uomini nelle primissime ore dell’attacco). Le truppe austro-ungariche avanzarono nelle trincee nemiche finendo i soldati intossicati dai gas a colpi di mazze ferrate. Le truppe italiane per vendetta presero l’abitudine di fare prigionieri solo i grossi gruppi di soldati che si arrendevano, mentre i piccoli gruppetti o il singolo soldato che si arrendevano venivano uccisi sul posto.

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Fanti degli Imperi Centrali con mazze ferrate

Progetto WW1: 1 – 19 Giugno 1916

La più grande vittoria alleata durante la Prima Guerra Mondiale? Con tutta probabilità l’offensiva Brusilov cominciata il 4 Giugno 1916 e terminata il 24 Settembre dello stesso anno. L’attacco delle forze dello Zar aveva il duplice obiettivo di distogliere l’attenzione tedesca dal settore di Verdun e quella austriaca dalla Battaglia degli Altipiani. L’attacco investì un fronte di quasi 500km e cominciò nel lato compreso tra l’area paludosa di Pryp’jat’ (nei pressi della tristemente famosa Černobyl’) e la Bucovina. Il successo fu in larga parte dovuto ad una nuova tecnica di guerra che prevedeva l’utilizzo di piccole unità specializzate che si infiltravano facilmente tra le linee nemiche e colpivano specifici obiettivi, limitando l’inutile spreco di soldati degli assalti di fanteria.

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Truppe russe pronte all’offensiva

L’esercito dello Zar era in realtà al suo canto del cigno… il paese era già sull’orlo della rivoluzione a causa dell’immenso costo di una guerra che ai più sembrava ormai inutile, la Russia tra il 1914 e il Giugno 1916 aveva già perso 5.000.000 di uomini e il malcontento era sempre più evidente anche tra le truppe. Nonostante questo per tre mesi interi l’esercito russo inflisse una dura lezione ai propri rivali causando perdite complessive di oltre 780.000 uomini tra Austriaci e Tedeschi (ai quali vanno aggiunti anche 400.000 prigionieri) e raggiungendo l’obiettivo di alleggerire gli altri due fronti alleati. Inoltre l’efficacia dell’attacco convinse il Regno di Romania ad entrare in guerra la fianco degli Alleati. Il prezzo della vittoria fu comunque alto. La Russia ebbe perdite complessive per oltre 1.400.000 uomini e non sarebbe più stata in grado di realizzare grosse offensive.

Nel settore di Verdun, nel frattempo, il 7 Giugno 1916 Fort Vaux cadde in mano dei Tedeschi dopo una settimana di micidiali combattimenti quasi sempre corpo a corpo negli infiniti cunicoli del forte. Le truppe francesi, ai comandi dell’eroico Maggiore Sylvain Eugène Raynal, si dovettero arrendere a causa della scarsità di acqua potabile e di munizioni.

Nel Mare del Nord il 1 Giugno 1916 si consumava la Battaglia dello Jutland. La marina tedesca si scontrava con quella britannica nel tentativo di spezzare il blocco navale creato dagli Inglesi. Nonostante i gravi danni inflitti alla marina di Sua Maestà i Tedeschi non riuscirono nel loro intento e nei mesi successivi si limitarono principalmente a condurre la guerra marina coi sommergibili. Prima illustre vittima della guerra sottomarina fu il ministro della guerra britannico Horatio Kitchener che perse la vita il 5 Giugno 1916, mentre si trovava in viaggio verso la Russia a bordo dell’incrociatore HMS Hampshire. La nave centrò in pieno una mina posata proprio da un sommergibile tedesco. Solo 12 dei 655 uomini a bordo si salvarono.

Sul fronte meridionale dell’Impero Ottomano l’8 Giugno 1916 lo Sceriffo della Mecca (al-Ḥusayn ibn ʿAlī) siglò l’alleanza con gli Inglesi ed i Francesi dando vita alla Rivolta Araba che avrebbe visto tra i suoi grandi protagonisti Thomas Edward Lawrence.