Spunti senza commento: n° 35

Giustamente la Romania è stata detta «la porta delle invasioni» e un cronista romeno ne ha caratterizzato così la posizione geografica: la terra romena è stata situata sulla «via delle sciagure».  (Mehedinti S.)

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1 – Vivere in un bar

Un paesaggio montano. Un paese attraversato da una sola immensa e lunghissima strada. Deserta. Tutta l’azione si svolge principalmente lungo questa strada, quei pochi personaggi che incontro fanno parte di questa comunità non meglio precisata: è un luogo che non conosco, ma che mi è familiare… ed è un luogo quasi sempre buio. La prima scoperta è anche la più disarmante: vivo dentro un bar! Un bar che assomiglia molto ad uno in cui sono stato di recente in centro a Bologna, ma il cui personale è composta da persone che ho conosciuto in passato in altri bar che ho frequentato. E vivo lì. Mangio lì e uso il bagno del bar, anche se nel sogno non mi lavo mai (e dove ti potresti mai lavare in un bar?). Scopro anche che dormo seduto ad un tavolo, non è certamente un modo comodo per dormire, ma meglio che niente.

Ma cosa ci faccio lì? Non è chiaro, si capisce solo che ho un insolita sensazione di felicità perché ho appena trovato un lavoro: mi dovrò occupare delle pulizie in un capannone del paese, un posto che però non si trova in quella lunga strada principale bensì in un misterioso stradone interno. In realtà per tutto il sogno non sarà mai chiaro lo spostamento che compirò dal bar per andare al lavoro, come nella miglior tradizione dei sogni, dove i viaggi solitamente non vengono mai rivelati.

Situazioni curiose. Incontro tanti personaggi su quella strada e in quel bar. In primo luogo una coppia di vecchietti che mi fermano in mezzo allo stradone principale e mi invitano a sedermi lì in mezzo a parlare di storia e di politica… in mezzo alla strada, di notte, illuminati solo dalle piccole vetrate dei negozi… e parliamo a quanto pare per ore prima che entrambi spariscano nel nulla, senza una parola di commiato, senza una spiegazione.

Senza una spiegazione come la mia continua ricerca di una bottiglia di Schweppes tonica che alla fine mi porta sempre solo a trovare quella iper-dolce al pompelmo e a berne dei bicchieri interi. Mangio panini al bar. A volte sembro quasi più un arredo del bar che una persona reale. Vedo passare le vite degli altri davanti e scambio poche battute con tutti, mentre resto concentrato sul mio nuovo lavoro e sulle possibilità che questo può darmi… anche se non sono affatto chiare.

Tra un intermezzo e l’altro la scena si sposta sul mio luogo di lavoro dove incontro ogni tanto il proprietario del capannone che sto pulendo meticolosamente. Di solito lo trovo negli uffici intento a guardare foto sbiadite e sfuocate, parla tra sé e sé in maniera incomprensibile. Poi un giorno mi ferma e inizia ad interrogarmi, mi fa domande sulla fisica e sui grandi nomi della storia di questa materia, ma io non conosco le risposte a queste domande e faccio scena muta ad ogni quesito. Lui non batte ciglio, sembra quasi che si senta rassicurato dalla mia totale ignoranza della materia, come se la cosa lo rincuorasse in un qualche modo. All’ennesima domanda gli rispondo che non posso essergli di aiuto in alcun modo sulla fisica, gli spiego che la persona giusta a cui poter fare delle domande a riguardo potrebbe essere mio nonno e che forse potrei fare in modo di farli incontrare. Lui annuisce interessato.

L’attesa dell’arrivo di mio nonno è estenuante, dura ore, forse giorni interi. Non trova la strada o forse la sbaglia, mentre io continuo la mia vita nel bar: dormo nel mio tavolo e mangio i miei panini. Sempre immerso nel buio e sempre senza sapere dove mi trovo. Infine tornando al capannone trovo mio nonno e il proprietario che sono in un ufficio a parlare di fisica. Provo un poco ad ascoltare, ma è come se parlassero infinite lingue straniere tutte insieme. Non capisco e torno a fare le mie pulizie.

Torno al bar. Ordino una Schweppes tonica.

<< Mi dispiace c’è solo quella al pompelmo.>>

<< Dammi quella allora! >>

Viaggiare: Valli di Comacchio

La modernità è caratterizzata dal rumore, dal rumore costante e continuo di qualsiasi cosa. Ogni macchina che abbiamo intorno a noi produce un rumore piccolo o grande. Non parliamo di suoni bensì di rumori con cognizione di causa perché ognuno di questi rumori è un sottofondo molesto delle nostre vite, un’interruzione sgradita dei nostri pensieri… per trovare pace da tutto questo gorgogliare del mondo moderno bisogna recarsi in luoghi isolati, occorre immergersi nella natura in solitudine e riscoprire i veri suoni degli albori dell’umanità, riscoprire la bellezza che si cela dietro un paesaggio incontaminato ove la calma della natura cela migliaia di esseri viventi in movimento. Siano essi pesci, mammiferi, anfibi, rettili… insetti e piante. Di posti come questi ne esistono tanti sulla faccia della terra, per fortuna. Ne esistono tanti nonostante l’uomo si impegni costantemente nella distruzione e nella contaminazione di ogni singola porzione del pianeta.

Più o meno a 90 km da dove vivo io si trovano le valli di Comacchio, un’area molto vasta appartenente al Parco Regionale del delta del Po. Si tratta di un complesso lagunare e palustre molto importante suddiviso in cinque valli principali: la foto qui sopra è stata scattata nella Valle Bertuzzi, la più a nord di quelle nel territorio di Comacchio. Sono paesaggi incantevoli che rimandano ad un passato nel quale l’uomo non era ancora il nefasto fautore dei destini del mondo, questo permette ancora oggi di poter girare in barca per queste valli senza praticamente incontrare altre persone se non qualche studioso o qualche pescatore. Proprio quest’ultimi con la loro presenza regalano una delle atmosfere più tipiche del luogo, la visione delle loro piccole case di pesca al tramonto è uno dei tratti tipici dell’area del delta del Po e delle zone palustri emiliano-romagnole.

Poi ci sono gli animali. Quanti? Tanti! Soprattutto uccelli. Vi si trovano oltre 300 specie diverse, alcune rare. E’ facilissimo imbattersi in fenicotteri ed aironi girando nelle lagune. Ogni forma di vita in questo ambiente collabora alla perfetta armonia del paesaggio ed alla sua tranquillità, tutto sembra sempre essere collocato nel suo giusto posto, comprese le eventuali case in rovina che si incontrano ogni tanto sulle penisole. Giri in barca, remi e senti solo il suono della natura tutto introno, impari a riconoscere i movimenti degli animali e il ronzio degli insetti. Ti accorgi che esiste un mondo sommerso sotto di te, fatto di centinaia di pesci e di centinaia di piante e ti rendi conto di essere un semplice essere vivente in mezzo ad altri esseri come te, né più importante né meno importante: uguale.

Una sensazione impossibile da provare nel mezzo dei rumori delle nostre sporche ed inquinate città.

Nazioni: Papua Nuova Guinea

La Papua Nuova Guinea è uno stato dell’Oceania secondo per grandezza solo all’Australia ed occupa una buona metà dell’isola di Nuova Guinea, mentre l’altra metà appartiene all’Indonesia. Guinea è un nome che formalmente richiama l’Africa dove vi sono ben tre stati con questo nome (Guinea, Guinea Equatoriale e Guinea Bissau) questo perchè il primo europeo a mettervi piede scambiò la popolazione locale per la stessa presente nelle zone appena citate del continente nero, la popolazione locale in questione sono i Papua. In realtà oltre a questa grande porzione di isola lo stato si estende anche su un numero molto vasto di isole di quella che è conosciuta col nome di Papuasia tra il mare di Bismarck e il mar dei Coralli.

Mare di Bismarck? In effetti nel 1884 il territorio principale dell’attuale nazione entrò sotto il diretto controllo dell’Impero Tedesco che ne sfruttò la grande produzione di olio di cocco. Fu un dominio abbastanza breve poiché allo scoppio della Grande Guerra i possedimenti furono conquistati dagli Australiani che li controllarono dal 1914 al 1921.

E’ un paese abbastanza sfortunato sotto molti punti di vista, ha una forte instabilità politica, ha un forte indice di analfabetismo (vicino al 45%), l’economia è altamente vulnerabile e questo a portato il paese ad essere gestito più che altro dalle multinazionali piuttosto che dai politici locali. Cosa produce di tanto interessante? Beh, tralasciando il caffè e il famoso olio di cocco che tanto interessava i Tedeschi possiamo constatare che le risorse principali sono di tipo minerario: oro e rame.

Per molti aspetti economici e di aiuti umanitari dipende dall’Australia, anche se si è resa indipendente del tutto dal 1972, ma una serie di colpi di stato, cadute di governi troppo deboli, crisi economiche ed epidemie ne hanno minato l’autosufficienza. Basti pensare che è il paese della zona pacifica (Oceania e Sud Est Asiatico) con la maggiore incidenza di AIDS, per non parlare della mortalità infantile che è oltre il 50%, dati quasi imparagonabili coi paesi vicini e molto simili a paesi come la Bolivia ed il Sudafrica.

Detto questo, si tratta comunque di una terra ancora incontaminata e sicuramente molto bella da vedere, forse uno dei pochi posti al mondo dove il tempo è ancora fermo a qualche secolo fa, nel bene e nel male.

Storie brevi: Tortuga

Chi non ha mai sentito nominare almeno una volta Tortuga? Chi non ha mai visto un film sui pirati o letto un libro a riguardo? Difficile non essersi mai imbattuti in questo nome, quasi impossibile. Tortuga è una piccola a isola a Nord dell’isola di Hispaniola ed attualmente fa parte dello sfortunato stato di Haiti, nasce come colonia spagnola nel 1629, ma gli iberici non si occuparono mai seriamente dell’isola che finì ripetutamente per essere occupata dagli Inglesi e dai Francesi i quali, oltre ad ampliarne gli insediamenti e sfruttarne (con esito incerto) le piantagioni, permisero ai filibustieri di farne una base operativa permanete. Da qui la fama di Tortuga come isola dei pirati.

Nel 1640 nascono i celebri “fratelli della costa” in qualità di gruppo pirata appartenente a Tortuga e l’isola andò sempre di più a ricadere sotto l’influenza coloniale francese. Sappiamo che questo periodo di larga autonomia dei filibustieri sull’isola non durò molto a lungo in quanto già alla fine del secolo l’avventura dei pirati caraibici stava giungendo al termine a causa degli accordi sempre più stretti tra le varie nazioni interessate a mantenere un controllo pacifico e fruttuoso di quella parte di pianeta.

L’ epopea pirata fece posto al commercio del legno e della canna da zucchero, ma non si arrivò mai ad un vero sfruttamento intensivo, tanto che l’isola non fu mai densamente popolata di schiavi come accadeva invece in altre zone limitrofe. Del resto anche il dominio francese non durò nel tempo e con la guerra di indipendenza di Haiti anche Tortuga si affrancò dall’occupazione coloniale: era il 1804.

Nazioni: Nepal

Ci sono nazioni della terra che racchiudono al loro interno enormi varietà sia che si parli di gruppi etnici sia che si parli di aspetti prettamente morfologici del territorio. La zona del “sub continente indiano” è già di per se un insieme variegato di situazioni diverse che la natura è venuta a costruire nel corso di millenni di trasformazioni e cambiamenti, in questo panorama le zone di confine tra la Cina e l’India risultano essere tra quelle di maggior fascino ed impatto.

Pensiamo per esempio ad un piccolo stato come può essere il Nepal, il primo impatto ci porta ad affrontare la varietà della sua natura e la maestosità delle sue montagne, si tratta infatti del paese che ospita molte delle montagne più alte della terra, prima tra tutte l’Everest con i suoi 8848 metri di altezza. Si tratta chiaramente di una zona ricca di corsi d’acqua riconducibili in toto al bacino del Gange. Partendo da sud (quindi dal confine indiano) si incontrano pianure, giungle tropicali, colline coltivate ed infine gigantesche montagne. Questo porta il paese ad avere climi diversissimi da una zona all’altra, inoltre la varietà etnica umana che vi si incontra va di pari passo con la varietà morfologica e climatica: si parla di oltre cento gruppi etnici differenti dei quali i maggiori comunque non raggiungono il 20% della popolazione totale del paese.  Di pari passo le lingue parlate nel paese sono oltre venti diverse delle quali con valore ufficiale.

Il Nepal è stato una monarchia sino al 2008 dopo di che si è trasformato in una repubblica federale dove uno dei partiti più importanti risulta essere quello Maoista.

Nazioni: Namibia

Chi ha un minimo di cognizioni storiche precedenti alla Grande Guerra sa che le nazioni europee controllavano la quasi totalità del territorio africano e ne sfruttavano le risorse e la mano d’opera… sembra che le cose non siano molto cambiate ad oggi, fatta salva la presenza militare un tempo parte integrante del processo di colonizzazione. Tra questi imperi coloniali la Germania era una delle ultime arrivate, così come l’Italia, e si era accaparrata alcuni territori tra cui la cosiddetta Africa Sud-Occidentale.

La regione era abitata dalla popolazione locale dei Boscimani e il primo Europeo a mettervi piede fu un Portoghese di nome Bartolomeo Diaz (del quale magari parleremo in futuro), ma la vera e propria colonizzazione iniziò intorno al 1880 ad opera del Kaiser. Il terreno della colonia era ideale per l’agricoltura e ricco di diamanti e di rame, per questo motivo vi si stabilì un numero considerevole di coloni provenienti sia dalla Germania che dall’Olanda (abbiamo già accennato in diversi articoli all’amicizia tra questi due paesi in quel periodo: https://isoladigiava.wordpress.com/2012/01/31/hello-world/ ). L’occupazione non fu certo incruenta e come in tante altre parti dell’Africa si registrarono rivolte e massacri ai danni della popolazione indigena, in questo caso tra il 1904 e il 1905 si assistette all’eccidio degli Herero  che erano una tribù di allevatori molto numerosa, questi vennero schiavizzati, torturati, sottoposti ad esperimenti medici e nel 1907 si conta che ne fosse rimasto vivo meno del 25%… la questione è ancora fonte di dibattito e scontro diplomatico  tra Germania e Namibia.

Con la Grande Guerra l’intera colonia venne conquistata dalle truppe britanniche in appoggio alle truppe sudafricane, da questo momento iniziò un dominio su quelle terre da parte del Sudafrica che durò indisturbato sino al 1966 quando una guerriglia indipendentista e appoggiata dall’Unione Sovietica cominciò a contrastare il potere degli occupanti sudafricani, spalleggiati dagli Stati Uniti. La guerra di indipendenza della Namibia andò ad inserirsi in un contesto ancora più complesso di guerre africane durante la Guerra Fredda e si risolse solo nel 1990 a favore degli indipendentisti.

Ad oggi la Namibia è un paese ricchissimo di risorse minerarie e con moltissime aree naturali protette, tra l’altro è stato il primo paese a citare apertamente la protezione dell’ambiente naturale nella propria costituzione. La varietà di piante ed animali va di pari passo con la varietà delle etnie presenti nei vari punti del paese dove la maggior parte della popolazione è composta dagli Ovambo (un gruppo di ceppo Bantu) ed esiste ancora un 7% di popolazione di origine Herero, così come un 2% è di origine tedesca. la foto qui accanto mostra proprio un esempio di case coloniali tedesche che ancora oggi si trovano nelle principali città della Namibia e soprattutto nella capitale Windhoek. Nonostante sia considerato una dei paesi più prosperi dell’area la maggior parte della sua popolazione vive sotto la soglia della povertà a causa della pessima distribuzione della ricchezza… si pensi che nella lista di paesi per il PIL è al 134° posto (la Moldavia per esempio è al 145°).

Nazioni: Suriname

Tutto potrebbe cominciare con un indovinello: ci sono un Olandese, un Indiano ed un Indonesiano, in che stato ci troviamo? La risposta più semplice di tutte potrebbe essere l’ Indonesia, ossia le ex Indie Orientali Olandesi, ma sarebbe la risposta sbagliata. Siamo in Suriname, un piccolo stato del Sud America tra quelli meno noti, ma con la varietà più curiosa in termini etnico-culturali grazie al fatto di essere stata una colonia olandese sino al 1975.

Il piccolo stato intorno al 1600 era oggetto di desiderio sia da parte degli Inglesi che degli Olandesi, ma furono questi ultimi ad ottenerne il possesso barattandolo con un insediamento nel Nord America conosciuto come Nuova Amsterdam… oggi New York! L’importanza del Suriname era dovuta principalmente alla presenza di piantagioni molto redditizie di caffè, canna da zucchero e cotone; tali risorse richiedevano l’impiego di un numero molto copioso di schiavi provenienti dall’Africa. Come già abbiamo citato in un altro post ( https://isoladigiava.wordpress.com/2012/04/27/storie-brevi-curacao/ ) nel 1863 la pratica della schiavitù venne abolita dall’Olanda e questo determinò l’arrivo di manodopera a basso costo proveniente in parte da un’altra colonia dei tulipani (l’Indonesia appunto), in parte da una colonia britannica (India) e in minima parte dalla Cina.  Da queste variegate presenze etniche nasce il moderno Suriname.

Giusto per avere un’idea basta pensare che la religione più diffusa è l’Induismo e che circa il 20% della popolazione è di religione musulmana; la lingua ufficiale è l’Olandese, ma vi si parlano anche tutte le lingue delle zone di origine degli abitanti. Questo comporta che girando per la capitale Paramaribo possiate imbattervi in una moschea e sentire persone parlare nel dialetto dell’ isola di Giava!

Ad oggi la risorsa principale del paese sono le miniere di bauxite, seguite dalle colture precedentemente citate e in parte ancora limitata dal turismo. In realtà la popolazione del piccolo stato conta circa 500.000 persona, ma ci sono oltre 300.ooo persone nate in Suriname che vivono attualmente in Olanda.

Viaggiare: Anguillara Sabazia

E poi improvvisamente arrivi in un paesino e ti guardi intorno ed inizi a chiederti: in che secolo siamo? Peccato che la presenza dell’uomo e dei suoi infernali mezzi di inquinamento acustico sempre più sofisticati ti riportino immediatamente alla mente la data attuale. Ma lasciamo perdere la presenza dell’uomo e cerchiamo per un attimo di fare tabula rasa nella nostra mente. Pronti?

Chiudete gli occhi e pensate al Lazio, ehi… non ho detto Roma, non siate precipitosi. Immaginate un grande lago di origine vulcanica di circa 58 kmq chiamato lago di Bracciano ed immaginate di seguire una strada in mezzo ad un bosco che parte proprio dal paese di Bracciano e si dirige verso sud-est. Bene. Ad un certo punto uscite da una radura ed in lontananza iniziate a vedere un paese tutto arroccato su un promontorio, una casa dopo l’altra, una casa sopra all’altra, tutte in pietra: già da lontano si respira un’aria di tempi antichi. Siete circondati da una natura splendida e si respira un’aria straordinariamente decontaminata, sembra quasi di stare in una sorta di piccolo paradiso. Vi rendete subito conto di essere davanti ad un patrimonio storico culturale davvero importante… poi vi rendete conto che quel piccolo paese in realtà non è governato dagli uomini bensì dai gatti. Infatti in ogni angolo di quel piccolo meraviglioso centro abitato ci sono dei felini che dormono, osservano, giocano e litigano nella più totale tranquillità e senza dare troppa importanza a tutti gli esseri umani che li circondano: un qualcosa di incredibile.

Questo paese del Lazio si chiama Anguillara Sabazia, ma sulle indicazioni stradali troverete solo il primo nome dato che il secondo è in uso solo per distinguerlo da un omonimo paese del Veneto. E’ una meta turistica molto rinomata nella bella stagione e di fatto nella sua parte più vicina alle acque del lago ne presenta tutte le caratteristiche tipiche. L’ interno del paese richiede delle buone gambe per essere esplorato, dato che si tratta di antichi stradellini tutti in salita, ma è una fatica che si può sostenere tranquillamente e che ripaga con uno spettacolo meraviglioso una volta che si è arrivati in cima al paese e si può osservare il panorama dalla terrazza di fianco alla Chiesa della Collegiata, del ‘500.